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#UffiziArcheologia: social e archeologia si uniscono per promuovere la cultura

uffizi firenze

Firenze – Prendi 6 archeobloggers, ovvero archeologi che da tempo usano il web per comunicare; aggiungi uno dei più importanti musei italiani come gli Uffizi, nel suo giorno di chiusura; mescola bene ed ecco #UffiziArcheologia, l’ultimo progetto di valorizzazione della collezione archeologica della Galleria degli Uffizi a Firenze.

Una giornata dedicata alla scoperta del patrimonio archeologico degli Uffizi fatta da addetti del settore ma raccontata anche tramite i canali social. A differenza, infatti, di quanto si possa pensare agli Uffizi non esiste solo la Pinacoteca, con la Venere di Botticelli o il Tondo Doni di Michelangelo, ma anche una collezione di 654 marmi antichi di notevole importanza.

“Gli Uffizi, nati come luogo della burocrazia e del potere, diventarono museo proprio grazie alle sculture greco-romane e ai reperti del periodo antico raccolti dai Medici: in questi corridoi, nel ‘500, erano presenti vasi a figure rosse o bronzi come la Chimera – spiega Fabrizio Paolucci, responsabile del Dipartimento di Antichità Classiche della Galleria – Solo nel periodo post unitario la collezione venne smembrata seconda la nuova idea del museo monotematico. In questi anni abbiamo cercato di riportare molte delle statue al suo contesto originale, come l’Arianna e la Niobe e di rendergli il giusto tributo”

archeobloggers con fabrizio Paolucci_foto di Stefania Berutti

Archeobloggers con Fabrizio Paolucci – Foto di Stefania Berutti

La valorizzazione è iniziata lo scorso anno con l’iniziativa GoldUnveiled: la creazione di un sito, visitabile grazie a codici QR posti sotto ogni statua, per raccontare i risultati delle indagini archeometriche condotte dal Dipartimento degli Uffizi in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio sulla colorazione delle statue e che ha portato alla scoperta della presenza di oro in alcune parti.

I risultati sono stati diffusi anche tramite la creazione di canali facebook e twitter che hanno permesso di farli conoscere non solo al grande pubblico ma anche a realtà internazionali, tanto che dal 4 al 6 novembre prossimo gli Uffizi ospiteranno la VII^ Tavola Rotonda sulla Policromia nella scultura e architettura antica, un evento ospitato precedentemente da realtà come il Museo dell’Acropoli di Atene, il British Museum di Londra e la Gliptoteca di Copenaghen.

“Devo ammettere che sono rimasto davvero stupito dei risultati ottenuti dalla diffusione tramite social del nostro lavoro – prosegue Paolucci – Per questo devo ringraziare Cristiana Barandoni, che durante lo stage effettuato presso di noi, mi ha illustrato queste potenzialità e insieme alla quale abbiamo voluto scommettere su questo tipo di iniziative”

La nuova iniziativa #Uffiziarcheologia ha coinvolto direttamente 6 bloggers: Antonia Falcone di Professione Archeologo, Astrid D’Eredità di ArcheoPop, Francesco Ripanti di ArcheoKids, Michela Lo Blundo di Generazione di archeologi (che ringraziamo per la foto), Silvia Bolognesi di ArcheoToscana e Stefania Berutti di Memorie dal Mediterraneo (che ringraziamo per la foto).

selfie archeobloggers_foto di Marina Lo Blundo

Selfie degli Archeobloggers – Foto di Michela Lo Blundo

I bloggers hanno visitato la collezione archeologica degli Uffizi e l’area di San Piero in Scheraggio con la villa e la chiesa, luoghi normalmente non aperti al pubblico. Ad accompagnarli lo stesso Fabrizio Paolucci con Cristiana Barandoni che hanno spiegato la nascita della collezione degli Uffizi e l’importanza storica dei marmi, che vennero restaurati da artisti famosi del Rinascimento e servirono loro da modelli.

Le visite sono state raccontate live su Twitter e le foto condivise su Facebook e Instagram. #UffiziArcheologia ha avuto ottimi risultati in termine di comunicazione: basti pensare che in twitter l’hashtag è subito entrato nelle prime posizioni dei TT (Trending Topics), gli argomenti caldi della giornata.

“Il nostro obiettivo è promuovere la collezione delle sculture degli Uffizi, che ha davvero un grande valore storico e che adesso, con l’accorpamento voluto dalla riforma dei beni culturali con Pitti, arriverà ad annoverare oltre 1000 opere greco-romane, una delle più grandi collezioni al mondo dopo i Musei Vaticani”

Un patrimonio che sarebbe opportuno continuasse ad essere gestito da archeologi e non, come previsto inizialmente dalla riforma, da storici dell’arte: “Senza nulla togliere agli storici dell’arte, questo è però un filone particolare – prosegue Paolucci – Al Ministero si sono accorti di aver fatto un errore nel riordino del quadro del personale previsto dalla Riforma e stanno intervenendo: non so se sarò ancora io a dirigerlo ma l’ufficio rimarrà e proseguirà quindi il suo lavoro di conservazione e promozione

tribuna degli Uffizi

In attesa di conoscere le modifiche apportate dalla riforma, l’attività di promozione sul web continua: “Vogliamo proseguire in queste iniziative per cercare di coinvolgere ancora di più il pubblico e fargli apprezzare questa parte della collezione degli Uffizi – conclude Fabrizio Paolucci – A luglio ad esempio abbiamo partecipato a #DayofArch con un’iniziativa di storytelling sulla Niobe con un’attrice che ne ha raccontato storia e aspetti archeologici: abbiamo avuto un grandissimo successo di pubblico e non solo social. Credo che il futuro dei musei sia in questo tipo di iniziative anche se penso che ci vorranno ancora molti anni per vedere qualcuno pagato solo per occuparsi della comunicazione social, come avviene già, ad esempio, al Louvre”

Convinti di questo futuro sono anche gli archeobloggers che hanno scelto il web per promuovere un settore che affascina di per sé ma che spesso è considerato un po’ obsoleto.

“Credo che il web possa contribuire a rimuovere una certa patina di polvere che ha ricoperto per anni i nostri musei – commenta Stefania Berutti, archeologa e blogger che ha partecipato a #UffiziArcheologia – Rispetto alla mia generazione, i ragazzi di oggi sono più abituati a giocare con il museo, grazie anche a strumenti come i social media, e questo aiuta di sicuro la divulgazione della cultura”

E divulgare la cultura con ogni mezzo, secondo noi, non può che far bene all’Italia intera!

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Posted by on 25 Settembre 2015. Filed under Eventi,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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