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Turismo in Toscana: nel 2018 oltre 48 mln di presenze e il 39,5% si rivolge agli uffici IAT

Cresce nei numeri il turismo in Toscana e la Regione prova a stare al passo con nuove tendenze e criticità, puntando sulla legge di governance regionale: tra numeri e progetti, è questa l’immagine emersa al convegno sul turismo in Toscana organizzato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dalla Regione Toscana.

Turismo in Toscana 2018: superata quota 48 mln di presenze

In apertura dei lavori sono stati resi noti i dati del Rapporto sul Turismo 2018 stilato da Irpet che ha preso in considerazione i 28 nuovi ATO, ambiti territoriali omogenei, creati dalla legge sul turismo.

Secondo Irpet lo scorso anno le presenze in Toscana hanno toccato quota 48,2 mln, +3,8%, con un +4,5% di arrivi. A prevalere sono gli stranieri (+4,1% presenze +5,2% arrivi) rispetto ai connazionali, comunque in crescita (+3,4% presenze e +3,6% arrivi). Da notare come tra il 2009 e il 2018 il turismo ha creato in Toscana circa 22.300 posizioni lavorative in più.

Gli ambiti regionali più apprezzati sono risultati quelli con prevalenza di città d’arte (+6,8%) e quelli rurali collinari (+7,6%). Più lieve l’aumento per gli ambiti montani (+1,8%) mentre le aree balneari (+0,02%) sembrano soffrire il ritorno della competizione internazionale della sponda sud ed est del Mediterraneo.

Le previsioni per il 2019 indicano ancora crescita che, secondo Irpet dovrebbe attestarsi tra 1,2-1,7% per un anno che negli ultimi mesi ha sicuramente ha risentito delle condizioni meteo negli ultimi mesi.

Tutti i dati sul sito della Regione Toscana.

Nuova governance del turismo in Toscana: 25 su 28 gli ambiti già costituiti

Proprio per affrontare le problematiche legate al turismo la Regione Toscana ha varato la nuova governance regionale con la creazione di due nuovi strumenti: i 28 ATO, ambiti territoriali omogenei, costituiti da raggruppamenti di comuni in macro-aree, e i PTO, prodotti turistici omogenei.

Cabina di regia dell’intero sistema è Toscana Promozione Turistica, agenzia regionale che lavora con i territori per aiutarli ad organizzarsi e promuoversi.

Come spiegato da Stefano Romagnoli, dirigente della Regione Toscana, al momento gli ATO effettivamente costituti sono 25 su 28 mentre la Regione ha già da tempo riconosciuto il primo prodotto turistico omogeneo, la Via Francigena.

Secondo l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, con il nuovo sistema di governance la Regione Toscana vuole riuscire a mettere insieme pubblico e privato per fare sistema, così da affrontare sia le nuove tendenze del turismo sia le problematiche ad esso connesse, a cominciare dalla concentrazione dei flussi in determinate aree.

Informazione e accoglienza turistica affidata ai comuni: lo studio di Anci Toscana

Nell’ambito della nuova legge regionale un ruolo di primo piano è affidato ai comuni, ai quali spetta il compito di gestire l’informazione e l’accoglienza turistica, attraverso gli uffici IAT – informazione e accoglienza turistica.

A tracciare il quadro della situazione attuale ha contribuito Anci Toscana, con lo studio realizzato in collaborazione con Toscana Promozione Turistica e Centro Studi Turistici di Firenze.

L’indagine ha coinvolto oltre 140 Comuni e altrettanti Uffici IAT: secondo quanto emerso dall’analisi dei questionari, nel 2018 sono stati 3.785.000 coloro che si sono rivolte agli uffici IAT della Toscana, il 39,5% degli arrivi in Toscana. Un dato che cresce notevolmente nelle Città d’arte (50%), e in montagna (56%).

La gestione degli Uffici IAT è affidata per il 25% a Pro Loco, per il 21% è fatta direttamente dai Comuni, mentre il rimanente è in appalto a soggetti esterni. Un ufficio IAT costa in media 23.430 euro all’anno, con variazioni che vanno dagli oltre 35.000 euro nelle città d’arte a 12.000 in alcune zone di collina. Il 67% degli uffici è aperto tutto l’anno mentre l’apertura stagionale va da minimo di due ad un massimo 10 mesi. In media sono 2,7 gli operatori impiegati per ogni ufficio, dedicati soprattutto al front office.

Ad utilizzare gli IAT sono soprattutto gli stranieri (70%), europei ed extraeuropei. Le richieste maggiori (33%) sono legate alle attrazioni da visitare e alle esperienze su territorio, seguite dalle informazioni su trasporti, sui eventi e sulla ricettività.

Oltre il 93% degli uffici risulta avere una buona posizione ma il problema è nella segnaletica: solo il 54% ha un segno distintivo. Problemi anche per l’accessibilità: il 17% degli uffici IAT risultano poco o per niente accessibili.

Tra le carenze segnalate, la scarsa conoscenza di lingue straniere oltre inglese, francese e spagnolo e la carenza di materiale informativo, aggiornato e in più lingue.

“Nonostante siamo nell’era digitale, lo studio dimostra come 4 turisti su 10 si rivolgano agli uffici IAT sportelli di informazione e accoglienza turistica per sapere cosa vedere in un territorio – ha spiegato Federico Campatelli di Anci Toscana – E’ importante aiutare i comuni nella gestione di questo importante aspetto dell’accoglienza turistica, non solo facendo capire loro che il ruolo degli uffici IAT è cambiato e che oggi rappresentano dei veri e propri strumenti di marketing territoriale ma creando anche una rete regionale che permetta a tutti i 28 ambiti di condividere informazioni, in stretta relazione con Visittuscany, portale ufficiale del turismo in Toscana”.

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Posted by on 18 Giugno 2019. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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