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Turismo: un’indagine parla di un forte calo in Toscana, ma la Regione risponde

Firenze – Secondo un’indagine fatta da Bankitalia sul turismo internazionale in Italia crollano nelle preferenze degli stranieri due città d’arte toscane come Pisa e Firenze, mentre reggono l’urto della crisi Lucca e Siena.

La prima perde quasi 100mila turisti esteri nel 2009 con un calo del 10,3%, mentre la seconda fa registrare una flessione delle presenze non italiane dell’8,2%. Lucca resta stabile rispetto al 2009 e Siena incrementa del 4,2%.

Crescono le province di Pistoia (+37%) e Prato (+34,6%). Negativi i dati di tutte le altre province toscane.

La Toscana fa tuttavia registrare un incremento di 134 milioni di euro della spesa complessiva dei turisti stranieri sul territorio.

“Le cifre diffuse sono vecchie e in controtendenza rispetto a quelle, che fanno fede, del 2010. In un mondo dinamico come quello turistico esprimono una fotografia e una lettura che disegnano una realtà che non c’è più”. Questo il commento dell’assessore regionale al turismo Cristina Scaletti di fronte ai dati di BankItalia.

“Poche settimane fa – ha aggiunto – abbiamo dato stime più che incoraggianti del 2010 sulle presenze turistiche in Toscana. La nostra regione ritorna, con circa 42 milioni di turisti, ai valori pre-crisi mondiale del 2007, un risultato che non ha riscontro a livello nazionale”.

E se si guarda a Firenze “la Provincia a gennaio ha definito il 2010 “un anno record”: 11milioni di pernottamenti, le perdite del biennio precedente del tutto assorbite (+10%) e gli arrivi tutti recuperati (4,2 milioni, +13%o) grazie soprattutto ai turisti stranieri (+14,5%), USA in testa”.

“Dovremmo invece fare una riflessione comune su un altro fattore – conclude l’assessore Scaletti -. A fronte dell’aumento delle presenze, continuiamo a vedere contrarre i fatturati d’impresa. Questo vuol dire naturalmente che la crisi morde davvero, che la gente si muove con altri criteri. Qui davvero occorre uno sforzo comune tra operatori, categorie e istituzioni per individuare ricette all’altezza di questa sfida e tornare ad un rendimento economico adeguato”.

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Posted by on 22 Marzo 2011. Filed under Economia,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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