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Toscana: vendite al dettaglio ancora in calo, ma con lieve miglioramento

Firenze – In Toscana le vendite al dettaglio nel 2° trimestre 2013 segnano un -4,8%, ma si registra la prima frenata di rilievo al costante calo.

Queste le indicazioni contenute nel rapporto sulla congiuntura delle imprese del commercio al dettaglio in Toscana, consuntivo II trimestre 2013- aspettative III trimestre 2013, elaborata dall’Ufficio Studi di Unioncamere Toscana.

“Sebbene il calo delle vendite resti significativo – afferma Vasco Galgani, Presidente Unioncamere Toscana – si intravedono finalmente segnali di una possibile inversione di tendenza, che va sostenuta con interventi che non deprimano i consumi, contenendo il carico fiscale sulle famiglie ed evitando un’ulteriore manovra correttiva sull’IVA. E’ in corso una riorganizzazione della rete distributiva all’insegna della competitività, in termini di qualità e convenienza dell’offerta, anche grazie a iniziative, finalizzate all’aggregazione e riqualificazione dei servizi e dei contesti urbani di riferimento, attivate sul territorio dalle stesse Camere di Commercio, in sinergia con Regione e Amministrazioni locali.”

Nel commercio di vicinato (da 1 a 5 dipendenti) il calo delle vendite è stato del -5,2%: si riduce a meno di due punti la forbice con l’andamento delle grandi strutture (almeno 20 addetti), che perdono il 3,5%, peggior risultato trimestrale di sempre. Incide la perdita secca di ipermercati, supermercati e grandi magazzini (-2,3% Toscana, -1,9% Italia): la flessione arriva dopo tre anni di sostanziale equilibrio e un balzo in avanti (+2,4%) registrato nell’ultimo trimestre 2012.

Gli specializzati alimentari e non alimentari chiudono il II trimestre con una perdita di circa il 5% ed un risultato migliore rispetto alla media nazionale, soprattutto per quanto riguarda gli alimentari.

Fra i non alimentari, tutte le diverse tipologie merceologiche specializzate rallentano le dinamiche negative degli ultimi trimestri: gli andamenti maggiormente negativi restano quelli registrati nel segmento “abbigliamento e accessori” (-6,0%) e fra i “prodotti per la casa ed elettrodomestici” (-6,3%), mentre meno rilevante è il caso degli “altri prodotti non alimentari” (farmaceutici, profumeria, libri, giornali), che nel II trimestre 2013 si riducono del 4,3%.

L’attenuazione delle criticità sembra inoltre indurre un leggero miglioramento del clima di fiducia espresso dai commercianti (relativamente agli andamenti attesi nel III trimestre), con riferimento alla dinamica sia delle vendite che degli ordinativi. Cresce, seppure in modo lieve, il fronte degli ottimisti nella piccola e media distribuzione, mentre cala nella grande distribuzione.

Infine l’indice dei prezzi al consumo dei beni e servizi, in Toscana, tocca i livelli di minimo (+1,1%) da tre anni e mezzo a questa parte, con un taglio netto rispetto ai livelli raggiunti alla metà del 2012 (inflazione superiore al 3%).

Per i beni del commercio al dettaglio il risultato è trascinato verso l’alto soprattutto dagli alimentari (+2,6). Fra i non alimentari sono praticamente fermi i prezzi di abbigliamento e calzature (+0,2%), mentre l’unica dinamica di un qualche rilievo si ha per i mobili e prodotti per la casa (+1,1%).

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Posted by on 23 Settembre 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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