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In Toscana crescono le famiglie con un solo componente: boom di “single” a Prato e Grosseto

 

shoppingFirenze – Un toscano su 3 vive da solo. Le famiglie con un solo componente sono cresciute del 36 % rispetto a 10 anni fa.

Lo rivela un’analisi di Coldiretti Toscana sulla base dell’ultimo censimento Istat sulla famiglie in occasione della Festa di San Faustino, protettore dei single che si festeggia domani sabato 15 febbraio, il giorno dopo San Valentino.

Il quadro demografico e sociale è profondamente mutato anche in Toscana. La tendenza all’aumento è pressoché omogenea in tutte le province della Toscana.

Boom di “single” per Prato e Grosseto dove rispettivamente le famiglie formate da una sola persona sono aumentate del 50% e del 46%.

La provincia con il maggior numero di persone che vivono da sole per scelta o per necessità è Firenze con 142.138 mono-famiglie (+42%) seguita da Lucca con 52.429 (+42%) e Pisa con 52.315 (45%).

A seguire ci sono Livorno con 51.108 (+45%), Arezzo con 42.010 (+44,5%), Siena con 37.780 (+43%), Grosseto con 35.603 (+46%) che con il 36% è anche la città con la più alta incidenza di famiglie unipersonali, Pistoia con 35.018 (41,5%). Fanalini di coda Prato con 24.100 unità e Massa Carrara con poco più di 29mila (+28%).

Anziani

Per chi vive da solo più libertà ma anche più spese: il 60% per cento in più rispetto alla media delle famiglie, secondo l’analisi di Coldiretti.

A far aumentare le famiglie unipersonali è stato soprattutto l’invecchiamento della popolazione con un crescente numero di persone anziane che vivono sole. E’ proprio in questa fascia che si concentra il maggior disagio sociale.

In Toscana ci sono stati nel 2013 circa 20mila over 65 di età, il 13,5% del totale di indigenti, che sono dovuti ricorrere ad aiuti alimentari facendo la fila davanti alle mense o alle associazioni caritatevoli o chiedendo in aiuto pacchi alimentari.

Per chi invece ha disponibilità economiche il problema è spesso quello della solitudine. Non è un caso che l’85% dei cittadini continua a fare la spesa alimentare quotidiana sotto casa, nei piccoli negozi di quartiere.

 

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Posted by on 14 Febbraio 2014. Filed under Economia,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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