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“Ri-prodotti in Toscana”: arrivano i primi oggetti di consumo in plastica riciclata

Firenze – Scope, articoli per la pulizia del bagno, palette: sono solo alcuni dei “Ri-prodotti in Toscana”, articoli realizzati dalla Revet di Pontedera, in collaborazione con Utilplastic, grazie al plasmix, frazione di plastiche povere eterogenee provenienti dalle raccolte differenziate, che arriveranno presto sugli scaffali di negozi e supermercati.

I prototipi dei nuovi “Ri-prodotti in Toscana” sono stati presentati in anteprima oggi dalla Regione Toscana e nel fine settimana saranno esposti all’appuntamento internazionale “Fiera Ambiente” di Francoforte.
“Dalla Toscana arriva sulla ribalta europea questo caso italiano di oggetti d’uso quotidiano interamente realizzati in plastica riciclata post-consumo che proviene dalla raccolta differenziata fatta dai cittadini – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – E’ il nuovo, esemplare passaggio della politica del rifiuto come risorsa che la Regione Toscana ha realizzato per promuovere concretamente il mercato del riciclaggio della plastica eterogenea post-consumo, quella più povera, denominata plasmix”.

La Bramerini ha spiegato che mentre quasi ovunque, compresa la Germania, il plasmix viene avviata a recupero energetico o allo smaltimento in discarica, in Toscana, grazie a ricerca e know-how di avanguardia, oggi assume la forma di oggetti di consumo. “Obiettivo è far sì che a livello regionale ogni cittadino, al momento dell’acquisto, possa scegliere, vedendo tradotti in nuovi oggetti di largo consumo, gli sforzi fatti giornalmente per la raccolta differenziata” ha concluso la Bramerini

I casalinghi realizzati dalle due aziende toscane sono ottenuti mediante la selezione e il trattamento di rifiuti plastici come vaschette, sacchetti di polietilene, imballaggi plastici d’uso alimentare, pellicole d’imballaggio. I rifiuti vengono trasformati da Revet in granuli che poi vengono lavorati da Utilplastic miscelandoli con una piccola percentuale di plastica industriale post-produzione e infine stampati nei prodotti finali.

Gli oggetti prodotti sono indistinguibili da quelli realizzati partendo dalla materia vergine. Per metterli in vendita saranno ricercati ora accordi con la grande distribuzione toscana, così da realizzarne la commercializzazione in tutta la regione garantendo la “filiera corta”: i passaggi raccolta differenziata-trattamento-Riprodotto saranno fatti nell’ambito territoriale più ristretto, con minori distanze di trasferimento e quindi minori impatti ambientali.

Nello stesso filone del riutilizzo del plasmix, si inseriscono anche i cinque protocolli firmati di recente da Regione, Corepla e Revet, per diffondere il riacquisto di altre cinque tipologie di “Ri-prodotti in Toscana“, come arredi per esterni, pannelli fonoassorbenti, profili per prefabbricati e pallets.

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Posted by on 9 Febbraio 2011. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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