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Rapporto Censis sulla Toscana: immigrazione non è più vista come risorsa e aumenta la percezione del sommerso

Firenze – La Toscana è una regione stabile e affidabile che ha saputo fronteggiare la crisi sia dal punto occupazionale che produttivo: il rischio, adesso, è che la stabilità si trasformi in immobilità.

E’ il monito che arriva al mondo politico e produttivo toscano dal 5° rapporto sulla situazione sociale della Toscana, realizzato dal Censis e presentato ieri a Firenze dal suo Direttore, Giuseppe Roma e dall’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini.

L’Istituto registra in regione la tenuta dell’occupazione meglio che altrove; nel 2009 in Italia l’occupazione  è calata dell’1,6%, in Toscana dello 0,5 (anche se la crisi ha colpito giovani e donne sotto i 29 anni). Ora, però dice il Censis, serve una nuova spinta, “un colpo d’ali” che permetta alla regione di crescere.

“La Regione ha già da tempo individuato alcune di queste debolezze – ha detto l’assessore regionale Simoncini – e sta lavorando per superarle. La crisi in questo caso può davvero diventare, come auspica il Censis, un’occasione per ripensare dinamiche che già prima mostravano rallentamenti e criticità”.

La Toscana, ha spiegato il direttore del Censis, Giuseppe Roma, esce dal rapporto come una regione affidabile e efficiente sia come istituzione che come collettività. I toscani hanno la fiducia nel ruolo trainante delle imprese: oltre il 58% ritiene che si esce dalla crisi solo reinventandosi. Allo stesso tempo i toscani sono consapevoli di vivere in città che offrono un’alta qualità della vita: il 70,4% è soddisfatto della città dove vive; della propria abitazione il 90%; solo il 7,9% ha cambiato lavoro negli ultimi tre anni e solo il 2,6% ha cambiato casa.

I toscani non vedono tutto rosa;  la crisi economica ha inciso su ciò che i cittadini pensano dell‘immigrazione.

Rispetto al 2007 ci sono solo due province che registrano un aumento del numero degli intervistati che considera una risorsa positiva l’immigrazione: Lucca ( che passa da 33,5% al 50%) e Arezzo ( dal 45,8% al 52,5%). Rispetto al rapporto del 2007 i pratesi che considerano gli immigrati una risorsa scendono dal 23,5% all’11,9% anche se in percentuale il calo più forte (-23,5%) è quello registrato a Pistoia dove si è passati dal 49,3% al 25,8%, seguita da Grosseto dove gli immigrati sono una risorsa solo per il 33,5% rispetto al 49,3% del 2007.

Altro dato negativo riguarda il sommerso.

I cittadini hanno la percezione che l’evasione fiscale sia aumentata. Sono di quest’opinione il 53,5% dei toscani; solo per il 6% è diminuita e per il 40,4% è rimasta stabile. Il 17,8% delle persone intervistate ha ammesso di aver cercato nell’ultimo anno di contenere le spese ricorrendo a pagamento in nero.

Tra le categorie che evaderebbero di più, medici e dentisti (51,1%); liberi professionisti (47,2%); idraulici, giardinieri e piccoli artigiani (32,7%) seguiti dai commercianti (26,8%)

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Posted by on 21 Giugno 2011. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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