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Profondo rosso per l’edilizia toscana: ridotti ordini e fatturati

Firenze – 14 mila posti di lavoro persi in tre anni nell’edilizia in Toscana.

Le dimensioni  della crisi che tocca il settore non sono state, forse, comprese a pieno dall’opinione pubblica – a meno di non esserne stati coinvolti – perché le aziende sono per lo più di 3 – 4 addetti e ogni volta che ne chiude una non finisce sulle prime pagine dei giornali.

Ma l’emorragia è stata costante: tra il 2008 e il 2011 le casse edili hanno perso 1600 imprese e quasi un milioni di ore lavorate. Le prospettive per il futuro rimangono negative.

Ormai non è più un problema di dimensioni delle aziende, ha spiegato Alberto Ricci presidente di ANCE Toscana, alla presentazione dell’indagine condotta da Unioncamere Toscana con la collaborazione di ANCE – il problema è di tutto il settore nella sua interezza.

Dati indagine – Il settore delle costruzioni chiude il 2011 con un nuovo peggioramento: rispetto al 2010, nel 2011 il 43% delle imprese rileva una flessione della propria attività che si traduce in un calo del fatturato per quasi una impresa su due (il 47, 7%). L’indagine è stata condotta nel mese di marzo 2012 su un campione di 205 imprese operanti nel settore delle costruzioni con almeno dieci.

Nel 2011 solo il 10,8% delle imprese considerate ha fatto registrare un aumento della propria attività (in termini di ore effettivamente lavorate) rispetto al 2010 e il 46,2% ha mantenuto i livelli dell’anno precedente.

Flessione generalizzata (nel 46,5% dei casi) anche per il portafoglio ordini delle imprese per una continuazione regolare della propria attività. Infine, gli investimenti si riducono per il 22,5% delle imprese, anticipando una tendenza alla contrazione che peggiorerà nel  linea con il clima di pessimismo che caratterizza il settore costruzioni.

Tra i problemi segnalati dall’indagine la difficoltà di accedere al credito bancario, la pressione fiscale troppo alta – sull’invenduto lo Stato esige comunque l’IVA –  il ritardo dei pagamenti nei contratti con la pubblica amministrazione. I ritardi medi possono arrivare – secondo l’indagine  – a 233 giorni che sono ben 8 mesi!

Su questo punto l’Ance Toscana chiede un tempestivo intervento del Governo per sanare il paradosso che aziende in buona salute debbano chiudere in attesa di riscuotere i proprio crediti mentre lo Stato continua a esigere tasse e tributi.

Presente all’incontro anche l’assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini che ha ricordato come le maglie del “Patto di stabilità” impediscano gli investimenti da parte degli enti locali ed è tornato a chiedere di sbloccare  il Patto per rendere possibilista gli investimenti che i pagamenti.

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Posted by on 17 Maggio 2012. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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