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Nuovo calo dei consumi in Toscana

Firenze – Anche il 4° trimestre 2012 i consumi in Toscana subiscono un’ulteriore flessione: il commercio al dettaglio registra un -6,3% su base annua, anche se il risultato è meno pesante del trimestre precedente (-7,4%).

Disoccupazione, stagnazione dei salari, carico fiscale e pressione inflazionistica pesano sui consumi, anche se meno della media nazionale.

I dati emergono dal rapporto sulla Congiuntura delle imprese del commercio al dettaglio in Toscana, Consuntivo 4° trimestre 2012 – Aspettative 1° trimestre 2013, elaborata dall’Ufficio Studi di Unioncamere Toscana.

Le performance migliori si registrano per ipermercati, supermercati e grandi magazzini, mentre continuano a soffrire le piccole e medie realtà.

Per quanto riguarda le aspettative sul primo trimestre 2013 si segnala un netto calo della fiducia degli operatori soprattutto nella piccola e media distribuzione e il pessimismo circa l’evoluzione delle vendite nel corso dei primi tre mesi del 2013 è in rapida ascesa fra gli specializzati alimentari, mentre migliorano gli umori degli operatori di ipermercati, supermercati e grandi magazzini.

Anche le aspettative sugli ordinativi rivolti dalle imprese del commercio al dettaglio ai propri fornitori sono in ulteriore flessione rispetto al picco negativo del terzo trimestre 2012: i commercianti tendono dunque a non rafforzare l’offerta (sotto il profilo quantitativo), evidentemente il ripetersi di risultati trimestrali negativi ha indotto i commercianti alla prudenza nel rifornimento dei campionari. Gli unici ottimisti restano anche in questo caso gli imprenditori di ipermercati, supermercati e grandi magazzini.

“I dati toscani, per quanto in calo, disegnano un quadro comunque meno negativi rispetto al resto del Paese – afferma Vasco Galgani, presidente Unioncamere Toscana – e dimostrano come il tessuto commerciale della regione stia resistendo meglio alla congiuntura negativa. Questo perché possiamo contare su una rete di commercianti e operatori che sanno valorizzare i plus del made in Tuscany e di un rapporto consolidato con la clientela. Meno confortante si conferma tuttavia la situazione delle piccole strutture, per le quali Unioncamere Toscana ha da sempre previsto e continua a prevedere specifiche iniziative di riqualificazione e aggiornamento, orientate anche alla costituzione di reti”.

Il calo delle vendite ha riflessi anche sulla tenuta del tessuto commerciale. Alla fine del 2012, rispetto al 31 dicembre 2011, i punti vendita risultano in flessione di mezzo punto percentuale: in termini assoluti ciò equivale a 284 unità locali registrate in meno (al netto delle cessazioni d’ufficio) nel commercio al dettaglio in sede fissa.

Tengono invece i punti vendita alimentari ma solo grazie agli esercizi non specializzati, il cui incremento (+36 unità locali) riesce a più che compensare la contrazione degli specializzati (-17 unità locali).

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Posted by on 18 Marzo 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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