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Irpet: in Toscana nel 2010-15 ripresa dell’export ma a rischio il reddito delle famiglie

Firenze – Una crescita dell’export, in particolare per i settori dell’industria manifatturiera e metalmeccanica; la diminuzione della spesa pubblica; una domanda interna ancora stagnante e forti problemi di distribuzione del reddito: è questo il quadro tracciato da Irpet per il quinquennio 2010-2015 della Toscana.

Nel convegno di inizio 2011, l’Istituto Regionale di Programmazione Economica, ha tracciato un bilancio del biennio 2008-9, considerato uno dei più negativi degli ultimi dieci anni: -5,2% del Pil, con un calo dell’occupazione tra 2008-2010 di ben 55.000 unità. Secondo Irpet però la Toscana ha retto meglio la crisi di altre regioni grazie anche ad una tenuta maggiore sui mercati internazionali

L’aumento del Pil per il 2010 dovrebbe attestarsi all’1,4%, solo di poco inferiore alla crescita tendenziale del periodo pre-crisi, mentre negli anni successivi è prevista una media dell’1,3%. Il 2010 potrebbe dunque, secondo Irpet, essere l’anno iniziale di una nuova fase espansiva, caratterizzata però da un lento ritmo di crescita ed in cui la forza trainante sarà rappresentata soprattutto dalla domanda estera.

Si verrà così a delineare un quadro simile a quello degli anni settanta, quando le esportazioni crescevano a ritmo doppio rispetto alla spesa pubblica. La crescita però, secondo Irpet, non sarà uniforme e rischierà di accentuare gli squilibri territoriali all’interno della regione. Lo sviluppo si concentrerà infatti nelle aree più aperte agli scambi internazionali, ovvero quelle più industrializzate o comunque con maggiore presenza di servizi qualificati.

Non è previsto inoltre un aumento dell’occupazione: secondo Irpet è probabile che il tasso di disoccupazione arrivi a toccare il 7-8%

Lenta anche la crescita del Pil, dal momento che i freni posti alla domanda interna ridimensioneranno gli effetti positivi di quella estera. Si profila dunque una ripresa accompagnata da una crescente disuguaglianza nei ritmi di crescita dei suoi comparti, con conseguenze nella distribuzione del reddito.

A soffrirne potrebbe essere soprattutto la famiglia che vedrà invariato il potere d’acquisto al livello del 2010. Il momento più difficile, secondo Irpet, sarà il 2011-2012, in cui è prevista la manovra di bilancio pubblico per rispettare gli impegni europei.

L’invito di Irpet alle Istituzioni quindi è a curare, nei prossimi anni, e con attenzione, il legame tra crescita e distribuzione del reddito per evitare drammatiche conseguenze sociali.

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Posted by on 11 Gennaio 2011. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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