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In Toscana aumenta il turismo termale ma diminuiscono le cure

Firenze – Cresce il turismo termale in Toscana a scapito delle prestazioni curative: è quanto emerge dal Rapporto sul Termale 2010 realizzato da Unioncamere Toscana e presentato oggi a Chianciano Terme nell’ambito dell’Osservatorio Regionale sul Turismo.

Stando ai dati riportati, il turismo termale è aumentato nel 2010 del 2,8%, mentre le cure termali hanno subito una flessione dell’1,4%, un andamento che conferma quanto già reso noto per il 2009 dallo studio di Sitet, Sistema Informativo delle Terme Toscane, e preannunciato per il biennio 201/11. Il fatturato complessivo del settore si attesta su 34,5 milioni di euro.

Secondo Unioncamere la riduzione del numero di arrivi per cure termali troverebbe un riscontro in parte nella variazione dell’ammontare delle prestazioni termali tradizionali, diminuite del – 1,7% nel 2010 rispetto al 2009, mentre aumentano quelle benessere dell’1,8%.

Sono le donne le clienti tipo mentre la componente straniera continua ad essere prevalente seppure di poco: Radicondoli è la destinazione in Toscana con il grado di internazionalità più elevato (67,7% degli arrivi e l’82,3% delle presenze), seguita da Gambassi Terme, Montecatini Terme, Sarteano, Monterotondo Marittimo e Montepulciano.

Nel 2010 le prestazioni benessere sono state circa 285.000, per lo più pacchetti tutto compreso, mentre per quanto riguarda le singole prestazioni curative continua la caduta libera delle cure idropiniche e di quelle inalatorie, crescono i bagni propriamente termali e le cure fisioterapiche.

Riflessi negativi invece per quanto riguarda l’occupazione con un calo nel settore termale tradizionale del 2%, migliore rispetto al 4% dell’anno precedente. Aumentano invece del 7,6% gli arrivi nei Comuni termali grazie la comparto benessere.

Inoltre il turismo termale sarebbe un ottimo strumenti per aumentare il numero di turisti in periodi di bassa stagione: se infatti la stagione termale dura da aprile ad ottobre, con picchi di arrivi a luglio (12,8%), agosto (14,9%) e settembre (13,6%) sembra che gli italiani preferiscano il mese di aprile, (14,5% degli arrivi), e agosto (11,5%), mentre gli stranieri si concentrano nei mesi di maggio (14,4%) e settembre (14,7%).

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Posted by on 10 Novembre 2011. Filed under Economia,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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