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Imprese in Toscana: crescono i fallimenti e le chiusure

Firenze – Qualche giorno fa l’Istat annunciava una lieve ripresa dell’economia e una crescita di fiducia nelle imprese.

I dati, in Toscana, raccontano una storia diversa, fatta ancora di segni meno e di piccoli imprenditori costretti a gettare la spugna.

Continuano a crescere infatti i fallimenti: 362 imprese nel II trimestre 2013, con un +40,3% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Sempre più società chiudono l’esercizio in perdita: sono il 29,4% nel 2012  con un incremento dell’11,3% rispetto al 2011.

E’ l’impietosa fotografia scattata da Unioncamere Toscana nel rapporto Movimprese II trimestre 2013 su natalità e mortalità delle imprese toscane.

Il tasso di crescita del tessuto imprenditoriale regionale si riduce attestandosi al +0,2%: la Toscana si mantiene comunque leggermente al di sopra della media nazionale (+0,1%), superata – fra le regioni italiane maggiormente sviluppate – solo dalla Lombardia (+0,5%).

La crisi sta minando la capacità di resistenza delle imprese toscane, secondo Vasco Galgani, Presidente Unioncamere Toscana “con un aumento esponenziale delle cessazioni legate a cause “patologiche”, leggasi fallimenti”.

Diminuiscono le imprese individuali (-1,0%), su cui pesa il calo delle artigiane (-2,7%), in conseguenza di un tasso di mortalità che ha raggiunto il 10,1%: in un anno, le imprese artigiane iscritte ai registri camerali sono diminuite di 3.113 unità).

Continuano inoltre a crescere le “altre forme giuridiche” di imprese soprattutto quelle cooperative (+1,8%).

I segni positivi arrivano dalle imprese femminili, che crescono ad un ritmo dell’1,0%: con oltre 100 mila imprese registrate alla fine di giugno 2013, le imprese femminili rappresentano ormai quasi un quarto del totale (24,3%).

In crescita ancora più sostenuta le imprese guidate da imprenditori stranieri (+4,1%). In forte il calo invece (-4,6%) le imprese giovanili, pari a 39.183 (il 9,4% del totale regionale).

Nel terziario, il contributo maggiore alla crescita proviene soprattutto dalle attività legate al settore turistico (esercizi ricettivi e ristorazione +988 imprese) e dei servizi alle imprese (servizi operativi, servizi avanzati e informatica +608 unità).

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Posted by on 31 Luglio 2013. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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