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Economia toscana 2010: riprende l’export ma è ancora allarme occupazione

Firenze – Non cresce l’occupazione in Toscana e aumenta la disoccupazione (6.1% dati Istat) e nel prossimo biennio la situazione non è destinata a migliorare.

Questo nonostante le imprese toscane abbiano ripreso nel 2010 ad esportare agganciando la ripresa mondiale: il PIL è cresciuto, infatti,  dello 0,9%.

Una ripresa però “asimmetrica e fragile”, ha spiegato Stefano Casini Benvenuti, direttore dell’Irpet che insieme a Unioncamere ha curato il secondo il rapporto sull’economia regionale i cui dati sono stati illustrati oggi a Firenze a Villa La Quiete alla Montalve.

Dati positivi ce ne sono: manufatturiero e turismo hanno ripreso a crescere ma per quanto riguarda il manufatturiero, dice il direttore dell’Irpet, con forti differenze tra impresa a impresa.

Protagoniste della ripresa sono, infatti, le imprese che esportano – la cui produzione è salita al 6.6% – e dentro al settore manufatturiero aumentano la produttività le industrie ad alto contenuto tecnologico; dati positivi positivi però controbilanciati, dice Stefano Casini Benvenuti, “da una domanda interna ferma, perciò le imprese che operano sul mercato nazionale rimangono in seria difficoltà”.

Il sistema regionale esce dalla crisi con poche certezze e molti punti interrogativi, secondo Riccardo Perugi, responsabile Ufficio Studi UnionCamere Toscana. La ripresa ha interessanto solo alcuni settori; solo alcuni territori:  rimane aperto il problema dell’accesso al credito per le imprese e dei fabbisogni finanziari a lungo e medio termine.

Le prospettive per il 2012 – 2013 sono incerte: anche in un contesto che torni favorevole la ripresa si attesterà, secondo Perugi, sull’ 1,1 – 1,2%; considerando che con la crisi è stato perso oltre il 5% della ricchezza regionale, sarà ancora una crescita senza occupazione.

L’occupazione deve diventare un “assillo”, un “ossessione” per tutti ha detto il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi che con il suo intervento ha concluso la presentazione del Rapporto sull’economia nel 2010; a “ rischio – ha detto –  c’è la coesione sociale della nostra regione”.

“Abbiamo una ripresa del manufatturiero che non si traduce in nuova occupazione; un buon andamento del turismo ma anche qui non c’è alcun risultato positivo in termini occupazionali, l’intensita del lavoro è bassa e si cerca perciò  il recupero nelle produttività”.

“Siamo molto preoccupati degli effetti della manovra economica e dei  tagli alla spesa pubblica che secondo dati Irpet – ha aggiunto Rossi – rischiano di impattare per 40mila-50mila unità lavorative che si sommerebbero ai 35mila lavoratori già in cassa integrazione e ai 100mila lavoratori disoccupati di cui la metà giovani”.

Mentre a livello nazionale devono cambiare le politiche, un aiuto, secondo Rossi, a livello regionale può arrivare dal piano delle infrastrutture; dal recupero del patrimonio immobiliare per fare interventi di riqualificaizone delle città; e dall’importante partita offerta dalla “green economy”.

Bisognerà pensare – ha concluso – anche a forme nuove di economia sociale ed a costruire sistemi di investimento, tutti da sperimentare, che vedano protagonisti “anche i cittadini”.

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Posted by on 7 Giugno 2011. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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