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“Via Etrusca del Ferro”: la prima autostrada d’Europa passava da Gonfienti

Prato – (Articolo a cura di Domenico Coviello) La prima “autostrada” coast-to-coast d’Europa fu la “Via del Ferro” costruita dagli Etruschi 2.500 anni fa. Partiva da Pisa e arrivava a Spina, nelle valli di Comacchio, attraversando gli Appennini. Passava anche dalla grande città etrusca di Gonfienti, alle porte di Prato. Lunga 250 chilometri, veniva percorsa, narra l’esploratore greco del VI secolo a.C. Sciliace di Carianda, “in tre giorni di cammino”. Un tragitto di cui oggi sono stati portati alla luce solo poche centinaia di metri di acciottolato. Una scoperta recente che, se confermata, potrebbe “cambiare l’etruscologia, dimostrando che gli Etruschi erano stabilmente insediati a nord dell’Arno”.

A dirlo è stato, lunedì 14 febbraio, l’architetto Giuseppe Centauro, professore del Dipartimento di Costruzioni e Restauro dell’Università degli Studi di Firenze e presidente della neonata associazione “Via Etrusca del Ferro”. In undici, fra ricercatori, docenti, studiosi e appassionati di archeo-trekking, hanno dato vita all’associazione con lo scopo di studiare l’antica via tramite ricerche col georadar, tutte da finanziare. Con l’obiettivo, magari già la prossima estate, di provare a fare archeo-trekking in tre-quattro giorni di traversata. Per mettere alla prova quanto scrisse Sciliace di Carianda.

Con l’occasione della presentazione del progetto “Via del Ferro”, a cui ha presenziato anche il consigliere regionale Mauro Romanelli, è arrivato dagli studiosi un forte appello a enti e istituzioni per salvare i resti ritrovati negli anni scorsi a Gonfienti. “Uno degli esempi, purtroppo noti a livello internazionale – hanno detto gli studiosi – di scavi archeologici abbandonati in modo coatto”. Vale a dire, perché i finanziamenti sono terminati.

Per martedì 15 febbraio è prevista a Gonfienti la visita del governatore toscano Enrico Rossi. Chissà che per una delle più importanti città etrusche, tappa obbligata verso l’Adriatico, non si l’occasione di una rifioritura. In termini archeologici, ovviamente.

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Posted by on 14 Febbraio 2011. Filed under Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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