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TourismA 2018: oltre 12000 visitatori al Salone dell’archeologia e turismo culturale a Firenze

tourisma 2018

Cresce sempre più la voglia di cultura e di archeologia: a dimostrarlo ancora una volta i numeri di Tourisma 2018 che ha chiuso i battenti oggi a Firenze registrando oltre 12.000 visitatori.

In crescita anche il numero degli stand, che quest’anno al Palazzo dei Congressi, sono stati oltre cento, con realtà provenienti dall’Italia ma anche da Turchia, Marocco, Malta ed Egitto. Un evento che ha visto la partecipazione di oltre 250 relatori che hanno affollato le diverse sale dell’evento, oltre a laboratori e workshop per scuole ed operatori del settore.

“Stiamo pensando di aumentare i giorni della manifestazione nella prossima edizione, per spalmare le tante testimonianze che ormai in tre giorni risultano strette” ha commentato Piero Pruneti, ideatore di TourismA. E alla proposta lanciata nella giornata di sabato da Enzo Bianco, sindaco di Catania, di gemellare l’evento nella città etnea con una “TourismA del sud”, Pruneti ha risposto lapidario, “TourismA è nata a Firenze”.

In attesa di sapere cosa accadrà nell’edizione del prossimo anno, gli appassionati di archeologia possono comunque consolarsi già tra qualche settimana con Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del cinema di archeologia ambientale, presso il Cinema della Compagnia sempre a Firenze.

Da Philippe Daverio ad Alberto Angela: tanti i protagonisti sul palco di Tourisma 2018

Padrino di TourismA 2018 è stato ancora una volta Alberto Angela, divulgatore scientifico e conduttore di note trasmissioni Rai, che ha chiuso l’evento nella giornata di domenica.
Una lunga intervista, condotta da Piero Pruneti, ha permesso ad Alberto Angela di ripercorrere la propria vita professionale, dagli studi di antropologia e dai primi viaggio di scavo, fino all’approdo in tv e alle trasmissioni di divulgazione scientifica che ne hanno fatto un beniamino del pubblico.

“Non faccio parte del mondo della televisione ma faccio programmi che attraverso la tv uniscono la scienza alla gente” ha spiegato Alberto Angela ad un auditorium affollatissimo di persone di ogni età.

Prima di lui nella tre giorni si sono susseguiti Vittorio Sgarbi, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Giuliano Volpe, il lo storico dell’arte Philippe Daverio, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, il soprintendente di Firenze Andrea Pessina e il presidente del FAI Andrea Carandini.

Oltre 250 infine i relatori che si sono alternati sul palco durante i tre giorni della manifestazione: grazie a loro è stato possibile fare il punto sulle ultime scoperte archeologiche ma anche confrontarsi con temi di attualità come il turismo culturale, il rinnovamento dei musei, e le nuove forme di comunicazione.

Turismo Culturale: a TourismA 2018 presentati i 5 modelli di CISET

Non si arresta la crescita del turismo culturale in Italia: secondo stime Ciset su dati Banca d’Italia, se nel 2016 gli arrivi registrati nel nostro paese avevano toccato i 42 milioni, con oltre 109 milioni di presenze, la stima 2017 prevede un ulteriore aumento del +5,5% di arrivi e del +7% di presenze legate a questa motivazione di viaggio. I dati sono stati presentati durante l’incontro organizzato da Ciset – Centro Internazionale di Studi sull’Economia del Turismo per gli operatori del settore.

E’ soprattutto la dimensione economica a rendere il turismo culturale sempre più interessante per l’Italia: chi fa turismo per motivi culturali, infatti, ha una maggiore capacità di spesa (circa 133 euro al giorno), oltre a mostrare un grande interesse per settori quali artigianato e prodotti enogastronomici. Inoltre questa motivazione incide per il 57,8% sulla spesa totale della vacanza a livello nazionale. La Toscana risulta la prima regione in Italia con un’incidenza di spesa del 78,5%, seguita dal Veneto 57,7%.

Ma cosa si intende per turismo culturale? Oltre alla classica definizione del turismo delle città d’arte, infatti, questo tipo di turismo abbraccia più motivazioni di viaggio, difficile da classificare, come già emerso nell’edizione 2017 di TourismA.

Per questo, Ciset ha provato ad elaborare 7 tipologie di turismo culturale, suddivise in 5 modelli principali:
Modello grandi città d’arte – è il turismo classico legato ai grandi monumenti delle città d’arte. Il turista nel 70% dei casi arriva in città per la prima volta, permane non oltre i due giorni, visita in media 1/1,5 attrazioni a pagamento ed ha una capacità di spesa tra 125/133 euro di media giornaliera.

Modello relax e cultura – è il turismo motivato da attrattori come la componente balneare, montana o termale alla quale si unisce anche la visita culturale. E’ molto diffuso tra gli stranieri, il soggiorno dura in media una settimana e si concentra soprattutto nei mesi estivi. E’ una tipologia di turista con una buona fidelizzazione.

Modello turismo territoriale – è il turista che vuole vivere il territorio. Non si muove quindi spinto da un singolo attrattore ma da un insieme di caratteristiche ambientali, socio-economiche e culturali tipiche di una certa area con la quale vuole entrare in contatto diretto. Ha interesse per itinerari enogastronomici, borghi e realtà minori.

Modello Eventi – è il turista che si muove in base all’organizzazione di eventi di vario genere, musica, mostre, sport o letteratura. Un turista che per eventi medio/piccoli (fino cioè a 200.000 visitatori) mantiene in loco oltre il 90% della spesa.

Modello Tutela – è il turismo legato alla salvaguardia e valorizzazione di beni, tra cui luoghi storici o musei.

Se sul fronte statistico il turismo culturale si dimostra sempre più complesso da studiare, anche dal punto di vista delle esigenze del singolo turista le tendenze cambiano: come spiegato da Federica Montaguti, ricercatrice Ciset, il turista culturale, che sia Millennials o meno, ha sempre meno voglia di assistere passivamente a ciò che vede mentre aumenta la voglia di interagire con il territorio, cosa possibile grazie anche alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale.

“E’ una tendenza che può essere sfruttata dagli operatore turistici per costruire nuovi tipi di esperienze culturali, alle quali è possibile unire anche passioni particolari, come quella per un film o un personaggio letterario – ha concluso Federica Montaguti – In questo modo è possibile differenziare il proprio prodotto e proporre così alternative al classico tour di monumenti”.

Basti pensare, ad esempio, alla creazione di itinerari o percorsi tematici dopo il successo ottenuto da film o serie tv ambientate in determinati luoghi geografici, da Harry Potter, Games of Thrones a Inferno.

Oltre 100 espositori a TourismA 2018: dal Comune di Catania, ai musei della Valle D’Aosta al MANN 

Turismo culturale ma anche novità su scavi e ritrovamenti archeologici, oltre a progetti di allestimento e valorizzazione dei siti: il programma di Tourisma 2018 è stato, come sempre, ricco di eventi, incontri e laboratori per grandi e piccini.

Oltre 100 gli espositori presenti nell’area fieristica, provenienti da varie parti del mondo: dall’Egitto al Marocco, da Cipro a Malta ed Israele, ognuno pronto a presentare la propria offerta culturale.

Accanto a loro anche siti e realtà museali da tutta Italia: dal Museo Isidoro Falchi al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, primo museo in Italia ad avere realizzato un videogioco “Father and Son” per fare promozione e divulgazione, dai Musei di Trento a quelli della Val d’Aosta fino ai Parchi della Val di Cornia; e poi Università, Associazioni ed Enti locali. Tra questi anche il Comune di Catania, primo comune siciliano presente a TourismA con un proprio stand.

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Posted by on 18 febbraio 2018. Filed under Cultura,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 Responses to TourismA 2018: oltre 12000 visitatori al Salone dell’archeologia e turismo culturale a Firenze

  1. carlo alestra

    18 febbraio 2018 at 12:11

    Buon Giorno,
    mi chiamo Carlo Alestra,sono un collega giornalista che da pi’ di 40 anni segue il settore dell’Area Turismo e Osptalita’. – Sono un sommeliers dell’AIS e, ho profulso in questi anni una paticolare attenzione verso gli eventi di particolare attrattiva nell’ambito culturale.

  2. Ylenia Caioli

    18 febbraio 2018 at 21:18

    Salve Carlo, piacere di conoscerti!
    Grazie per avere letto il nostro articolo 😉

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