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Scoperta necropoli sotto gli Uffizi, forse morti di peste

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Firenze – Firenze tra il V-VI secolo d.C fu sconvolta da una tragedia. Della catastrofe rimane una testimonianza: è il cimitero scoperto durante i lavori di indagine dei cantieri dei Nuovi Uffizi, situato sotto quella che oggi è la sala di lettura della biblioteca.

Nella necropoli sono presenti una sessantina di scheletri appartenuti a uomini, donne e bambini.

Lo straordinario ritrovamento offre agli antropologi un campione di notevoli dimensioni della popolazione fiorentina tra tardo antico e altomedievo e ci racconta di un evento drammatico che colpì Firenze in quei secoli, forse un’epidemia di peste o un’altro micidiale contagio che costrinse i superstiti a realizzare in fretta e furia un cimitero in una zona vicino all’Arno, spesso soggetta alle inondazioni.

I cadaveri ritrovati, infatti, sono accatastati e affiancati testa-piedi; sembra che siano stati, calati e sistemati di taglio, uno accanto all’altro, con il solo obiettivo di ottimizzare lo spazio.

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Non solo, i dati archeologi indicherebbero che le persone furono sepolte nello stesso arco temporale.

Una tipologia di inumazione per tempi e posizione dei defunti che, spiegano gli studiosi, accadeva in occasione di avvenimenti drammatici come un massacro o un’epidemia.

Esclusa l’ipotesi di un eccidio collegabile alle invasioni barbariche per l’assenza di traumi da ferita resterebbe da considerare solo la possibilità di una moria imminente e rapida come ad esempio un’epidemia di peste.

La cronologia della necropoli, una volta precisata con i criteri archeologici e attraverso la datazione assoluta con il radiocarbonio, potrebbe risultare compatibile con quella della Peste giustinianea.

Da ossa e denti si cercherà di risalire all’identificazione dell’agente patogeno della peste lo “Yersinia pestis”, un’ indagine che sarà affidata ad laboratorio di paleogenetica dell’Università di Mainz.

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Nei secoli successivi l’area, persa oramai la memoria del cimitero, venne utilizzata come zona di scarico dei materiali di risulta. Tra XII e XIII secolo la zona, a seguito della necessità di nuovi spazi, fu edificata ed urbanizzata. Durante il Medioevo furono realizzate alcune fondazioni murarie e soprattutto pozzi di smaltimento per liquami e acque reflue.

Con l’intervento vasariano, infine, il quartiere medievale venne in gran parte sventrato per far posto al nuovo corpo di fabbrica destinato ad accogliere le Magistrature Granducali.

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Posted by on 13 Febbraio 2014. Filed under Cultura,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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