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Progetto Medici: riesumati i resti di Giovanni dalla Bande Nere e Maria Salviati

Firenze – E’ durata circa 20 giorni l’analisi degli esperti sui resti di Giovanni dalle Bande Nere e di sua moglie, Maria Salviati (padre e madre di Cosimo I de’ Medici, primo granduca di Toscana) conservati nella cripta del Museo delle Cappelle Medicee della Basilica di San Lorenzo a Firenze. L’ultima esumazione risale al 1945, 68 anni fa.

Entrambe le sepolture erano state danneggiate dall’alluvione del 1966 e anche per questo era necessaria una revisione dello loro stato di conservazione.

L’ispezione è stata condotta dalla Società italiana di ortopedia e traumatologia, diretta dal professor Gino Fornaciari e dal Dipartimento Radiologico dell’area fiorentina. L’iniziativa rientra nell’ambito del “Progetto Medici” un accordo di collaborazione scientifica fra l’Università di Pisa, l’Università di Firenze e la Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino che prevede una ricerca archeologica e paleopatologica sulle 49 deposizioni funebri dei Granduchi dei Medici, nelle Cappelle Medicee.

Grazie alla nuova ispezione sono state risanate le sepolture ed è stato condotto un nuovo studio dei resti della coppia. Le salme sono state poi deposte in nuove casse.

Dall’esame dello scheletro è emerso che Giovanni dalla Bande Nere era alto m 1,74. La sua schiena era gravata da numerose ernie provocate probabilmente dalle pesanti armature che portate fin dall’adolescenza avevano sovraccaricato il suo torace.

Giovanni nel 1526 durante uno scontro con i lanzichenecchi fu colpito ad un gamba, un falconetto come riferiscono più fonti. La ferita alla gamba destra costrinse il medico all’amputazione. Operazione compiuta al tempo senza anestesie – si narra che per portare a termine l’operazione Giovanni fu tenuto fermo da 10 persone – che si rivelò inutile: la setticemia ne causò in pochi giorni la morte.

La riesumazione ha confermato che la lesione fu causata proprio da un colpo di falconetto con un calibro di 6-7 cm, e che il chirurgo che gli amputò la gamba intervenne su un arto gravemente compromesso già semiamputato dal trauma del colpo. Il medico che lo operò agì con abilità e non fu lui a causare la morte del condottiero di casa Medici.

Conferme anche dall’analisi dello scheletro di Maria Salviati, la moglie di Giovanni. Maria mostra nel cranio segni di sifilide terziaria divenuta endemica nel corso del ‘500 che fu la causa della sua morte.

Il ritratto che le fece il Bronzino nell’anno della morte il 29 dicembre del 1543 raffigura Maria Salviati sofferente e precocemente invecchiata, in seguito all’avanzare della malattia.

A conclusione delle operazioni nella cassa di Giovanni dalle Bande Nere è stato inserito un messaggio composto dalla Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, che ha riassunto il senso dell’operazione e i termini entro cui si è svolta.

Un altro messaggio era stato inserito nel 1948 quando si tenne la prima esumazione.

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Posted by on 9 Gennaio 2013. Filed under Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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