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Museo di San Marco: riaperta la Biblioteca di Michelozzo

Biblioteca di Michelozzo(Articolo di Gabriele D’Angelo) Firenze – La Biblioteca di Michelozzo è riaperta al pubblico, dopo ben 14 mesi passati a “rifarsi il trucco” in sede di restauro.

Un make up molto costoso, visti i 150 mila euro di fondi ministeriali utilizzati, ma senz’altro giustificato ed efficace, considerato il valore storico dell’edificio ed i risultati ottenuti dai restauratori.

La Biblioteca è infatti un vero e proprio gioiello architettonico rinascimentale, voluto da Cosimo il Vecchio de’ Medici all’inizio della seconda metà del XV secolo, e realizzato da Bartolomeo Michelozzi all’interno del complesso conventuale domenicano di San Marco, a Firenze.

L’intervento, diretto dal responsabile tecnico del Museo di San Marco, Claudia Gerola, ha riguardato in larghissima parte la pavimentazione, completamente ricostruita sulla base delle mattonelle preesistenti, con materiale realizzato a mano e cotto con tecniche tradizionali in forni a legna, per favorire un armonioso inserimento nel contesto.

biblioteca michelozzo-manoscrittoSi sono effettuati inoltre molti interventi di costruzione e aggiornamento dell’impiantistica (condizionamento, antincendio, elettricità) utilizzando al meglio la possibilità di agire sotto il pavimento e poter così attraversare l’ambiente in modo invisibile, e provvedendo a liberare il più possibile le pareti da prese e condutture, posizionando il tutto nelle vetrine.

“La Biblioteca di San Marco – ha detto il Soprintendente ad interim per il Polo Museale Fiorentino, Alessandra Marino – è uno di quegli spazi in cui si racchiude il senso stesso dell’Umanesimo: spazio raccolto e puro, segnato da una sequenza ritmica che costituisce quasi un paradigma dell’architettura prospettica; luogo deputato alla conservazione e allo studio, alla concentrazione e alla calma. La sua riapertura è un momento gioioso, visto anche che gli interventi di adeguamento alle attuali esigenze di uso non hanno in alcun modo turbato l’atmosfera pacata e incantata che è propria della biblioteca”.

biblio Michelozzo

Il progetto di restauro ha infatti posto particolare attenzione sulla necessità di ricreare l’atmosfera originaria dell’edificio. Ecco allora la riapertura delle finestre sul lato ovest, chiuse dal settecento, e la maggiore valorizzazione data alle due tavole dipinte da Zanobi Strozzi – la Scuola di San Tommaso d’Aquino e la Scuola del Beato Alberto Magno – con la possibilità di una lettura ravvicinata. Un esempio questo, di come sia possibile conciliare la riqualificazione con la conservazione, l’aggiornamento con la salvaguardia e il rispetto del passato.

“Il significato di questa Biblioteca – ha concluso il direttore del Museo di San Marco, Magnolia Scudieri – passa attraverso la sua architettura e anche attraverso il messaggio dei corali miniati nel ‘400 da Zanobi Strozzi allievo dell’Angelico e anche dall’Angelico stesso, che documentano quel momento così ricco e di novità che era la metà del ‘400″.

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Posted by on 21 Febbraio 2015. Filed under Cultura,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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