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Il “Codice Brunelleschi”: svelati i segreti della Cupola del Duomo

Firenze – Niente a che vedere con Dan Brown e il suo Leonardo da Vinci, anche se la vicenda riguardo un’altro grande protagonista del Rinascimento fiorentino, Filippo Brunelleschi. I segreti in questione si riferiscono alla costruzione del suo capolavoro, ovvero la Cupola del Duomo di Firenze, realizzata fra il 1420 e il 1436.

Da decenni i maggiori studiosi di architettura si interrogano per capire come sia stata realizzata, dato che la Cupola ha base ottagonale e non circolare: Brunelleschi infatti non lasciò alcuno scritto a riguardo. Nel corso della storia le ipotesi fiorite in merito ai metodi di realizzazione della Cupola e dei materiali usati sono state tante: oggi due professori della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, Roberto Corazzi e Giuseppe Conti, hanno presentato i loro studi che mettono fine alle numerose ipotesi.

Gli studi dei due professori, durati venti anni, sono partiti proprio dalle analisi delle varie teorie sulla struttura della cupola. “Attraverso una serie di analisi condotte con strumenti tecnologici molto avanzati, come il georadar, la tomografia, il metal-detector e l’endoscopia – ha spiegato Corazzi – abbiamo potuto verificare qual’è l’effettiva struttura geometrica e matematica della cupola e stabilire di quali materiali sia costituita”.

Secondo Corazzi e Conti la cupola è formata da due strutture: la più interna, portante, è a sua volta costituita da tre parti, due in laterizio e una con presenza di ferro (come sostenuto dal Vasari nei suoi scritti); su questa è stata realizzata la parte esterna della struttura. Per valutare l’effettiva validità dei propri studi, Corazzi e Conti hanno provato a riprodurre una delle “vele” che compongono la Cupola, a grandezza naturale: il risultato è che le misure coincidono con l’originale. Il modello, realizzato alla Facoltà di Architettura, è alto 3 metri e largo altrettanto, per 2.20 metri di profondità.

Fondamentale per gli studi dei due professori, oltre all’impiego degli strumenti tecnologici, le analisi matematiche, che hanno permesso di scoprire nelle misure della Cupola la presenza della sequenza di Fibonacci. “Non stupisce che la matematica abbia avuto tutta questa importanza – conclude Corazzi – è bene ricordare che Brunelleshi è stato un grande matematico, il primo che usò le regole della geometria per lo studio della prospettiva”.

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Posted by on 13 Gennaio 2010. Filed under Cultura,Video. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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