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Digitalizzazione 3D del patrimonio archeologico: accordo Uffizi e Università dell’Indiana

digitalizzazione 3d uffizi

Sono circa 1260 le opere d’arte, tra sculture, are e sarcofagi, che verranno digitalizzati in 3D grazie all’accordo tra Gallerie degli Uffizi e Università dell’Indiana (USA), firmato ieri a Firenze.

L’accordo, che secondo quanto riferito dalla Soprintendenza non ha precedenti, permetterà la digitalizzazione in 3D del patrimonio lapideo archeologico greco e romano presente al Museo degli Uffizi di Firenze (320), Palazzo Pitti (120), Giardino di Boboli (120) e depositi (700)..

Si tratta di opere databili tra II secolo avanti Cristo e IV secolo dopo Cristo, raccolte dalla famiglia dei Medici a partire dal XV secolo, e successivamente dai Lorena fino agli inizi del XIX secolo.

La collezione comprende capolavori dell’arte statuaria greca (come l’Alessandro morente e la Venere Medici) e romana (come il gruppo dei Niobidi e l’Arianna dormiente) e costituisce la più ampia collezione di marmi antichi di un museo statale italiano non romano.

arianna dormiente uffizi

Il progetto prevede il ricorso alla fotogrammetria digitale automatica, un processo che permette di ottenere un modello tridimensionale texturizzato a partire da normali immagini digitali. Le scansioni 3D si svolgeranno sempre di lunedì, a museo chiuso, e vedranno impegnate squadre di 2/3 persone che agiranno in loco.

Obiettivo dell’operazione sarà non solo quello di permettere a studiosi e ricercatori di accedere a questo patrimonio ma anche quello di preservare le opere stesse che in questo modo verranno mappate interamente.

“La scansione sistematica del patrimonio scultoreo antico degli Uffizi aprirà prospettive completamente nuove per la ricerca, in quanto permetterà ricostruzioni virtuali delle policromie, integrazioni e restauri virtuali con una precisione finora impensabile – ha affermato Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi – Essa permetterà un’accessibilità e una fruizione globale, e perfino un rilevamento così particolareggiato da fungere praticamente come ‘copia di sicurezza’ delle statue antiche”.

accordo uffizi università indiana

Il costo dell’intera operazione di digitalizzazione in 3D del patrimonio archeologico degli Uffizi sarà di circa 600mila dollari, interamente sostenuto dall’Università dell’Indiana e il progetto verrà compiuto entro il 2020.

“E’ un progetto storico e altamente ambizioso, uno di quelli che genererà opportunità senza confronti per gli studiosi – ha dichiarato il Presidente dell’Università Michael A. McRobbie – La profonda conoscenza dell’Università in materia di arte antica, assieme alla nostra esperienza tecnologica, costituiranno un sicuro vantaggio, che porterà alla luce, anche dal punto di vista virtuale, una collezione di antichità classiche in grado di ispirare alcuni dei più grandi geni della storia dell’arte occidentale”.

Il progetto sarà coordinato da Bernard Frischer, professore di Informatica dell’Università dell’Indiana e da Fabrizio Paolucci curatore delle antichità classiche delle Gallerie degli Uffizi. All’operazione forniranno sostegno anche il Politecnico di Milano e l’Università di Firenze.

gruppo lavoro digitalizzaizone 3d uffizi

Il progetto tra l’Università dell’Indiana e gli Uffizi includerà anche momenti di formazione per gli studenti di storia dell’arte ed informatica dell’Università dell’Indiana, ai quali saranno spiegate le tecniche di acquisizione dei dati 3D e creazione di modelli interattivi digitali.

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Posted by on 26 Maggio 2016. Filed under Cultura,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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