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70° della Liberazione: le celebrazioni in Toscana

70liberazione-toscana(Articolo di Gabriele D’Angelo) Firenze – Erano le 8 di mattina del 25 aprile 1945. Il Comitato di Liberazione Nazionale, capeggiato dal futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini, proclamava l’insurrezione partigiana, e in pochi giorni costringeva alla resa il regime nazi-fascista di Salò.

Oggi, a quasi 70 anni di distanza, la memoria di quei giorni è un dovere, quasi “un’ossessione civica”, ha dichiarato la consigliera regionale Daniela Lastri, durante la conferenza stampa convocata per presentare le iniziative in occasione dei 70 anni della Liberazione, a Palazzo Strozzi Sacrati.

La Regione Toscana rappresentata dall’assessore alla cultura Sara Nocentini, da sempre attenta all’importanza delle politiche della memoria, ha scelto di sostituire alla retorica commemorativa delle celebrazioni, l’uso di lezioni di storia rivolte in particolare alle giovani generazioni come il “Treno della memoria” che ha portato in visita ad Auschwitz nell’ultima edizione, oltre 750 studenti.

“Quella che cerchiamo di portare avanti non è una semplice sommatoria di eventi – ha spiegato Nocentini – ma il tentativo di costruire un vero e proprio sistema della memoria, che raccolga in un unico contenitore tutta l’esperienza della Resistenza in Toscana.”

“Un obiettivo percorribile – ha aggiunto – collegando il Novecento italiano ed europeo al tema più generale della lotta ai totalitarismi, all’affermazione della democrazia su scala globale come unica possibilità di un governo realmente popolare dei processi di globalizzazione, stabilendo nella partecipazione democratica il mezzo della lotta per la salvaguardia dei diritti, individuali e collettivi, umani”.

FirenzeInGuerra

Il “sistema della memoria” si articola in un calendario di 42 eventi tematici, disponibile sul portale web “Toscana Novecento” e sul sito della Regione, costruito in sinergia con le autonomie locali, la Soprintendenza Archivistica per la Toscana, le Università, gli Istituti Storici della Resistenza in Toscana, i Musei della Memoria e i contributi delle associazioni, Anpi e Aned in testa.

Un sistema, che prevede alcune iniziative di rilievo: dal già ricordato Treno della Memoria al sostegno ai percorsi museali della Resistenza e delle stragi nazifasciste in Toscana (Sant’Anna di Stazzema, Figline di Prato, Fosdinovo); Dalle guide ai luoghi della memoria del Novecento alla mostra permanente dedicata a “Firenze in guerra 1940-1944”, fino all’Anagrafe degli internati Militari che dona il giusto riconoscimento ai quasi 50mila soldati italiani che preferirono morire nei campi di prigionia, piuttosto che aderire alla Repubblica di Salò.

Resistenza-toscana

Il tutto è stato realizzato grazie al finanziamento di 100mila euro previsto da una legge regionale varata appositamente nel 2014, e al ruolo organizzativo del Comitato per le celebrazioni, istituito dal Consiglio regionale, e composto da rappresentanti del territorio, da medaglie d’oro della resistenza, da esperti delle università toscane e da membri delle associazioni antifasciste che hanno lavorato in modo del tutto gratuito.

Il 26 Gennaio 1955, nel “Discorso sulla Costituzione nata dalla Resistenza” Piero Calamandrei, il padre costituente fiorentino, si rivolgeva così alle giovane generazioni: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.”

Più di 60 anni dopo, l’invito è ancora attuale, e rivive negli sforzi delle istituzioni toscane.

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Posted by on 9 Febbraio 2015. Filed under Cultura,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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