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Wine Town 2012: alla scoperta dei vini biodinamici..e non solo!

Firenze – “Il vino è una sfida continua: come un pittore che cerca di dare forma alla sua idea con i colori, così noi combiniamo le uve per creare la nostra idea del vino”: Stefano Rizzi si occupa di vino da quasi trentanni e mentre racconta la storia della sua azienda, (MaremmAlta) c’è tutto l’orgoglio di chi nel proprio lavoro mette non solo impegno ma soprattutto passione.

La sua è una delle tante storie di enologi incontrate a Wine Town 2012, la due giorni dedicata a vino, cultura, gastronomia e spettacoli che hanno riempito strade e palazzi storici di Firenze in questo weekend. Il centro della città è stato suddiviso in 3 percorsi diversi, all’interno dei quali era possibile muoversi grazie alla “wine card” che permetteva di accedere alle degustazioni.

Dato che in meno di un sabato pomeriggio era praticamente impossibile vedere e assaggiare tutto, ho deciso, con alcune colleghe, di compiere un percorso personale finalizzato a conoscere una tipologia di vino particolare, il biodinamico, a cui Wine Town quest’anno ha dedicato una sezione speciale alla Biblioteca delle Oblate: si tratta di un tipo di vino ancora più naturale del biologico, nella cui produzione vengono seguiti cicli naturali e in cui il rispetto per l’equilibrio naturale dell’ambiente è assoluto.

La ricerca dei vini biodinamici, è stata comunque pretesto per dare almeno uno sguardo anche ad altri palazzi storici di Firenze. Ecco il nostro percorso:

Museo del Bargello – Per l’occasione il chiostro del Bargello, antica sede del Podestà di Firenze e oggi museo, ha ospitato il Consorzio del Chianti Classico, con vini di aziende note come Rocca delle Macìe e Mazzei (veramente buona la selezione 2007, Castello Fonterutoli). Ad accompagnare le degustazioni la musica di un gruppo straordinario come il Jazz Reserve Quintet, con alla batteria uno scatenato Karl Potter che ha riscosso un vero successo di applausi.

Palazzo Nonfinito: dopo un rapido passaggio al Palazzo Quaratesi, noto anche come Palazzo della Congiura dei Pazzi, eccomi al Palazzo Nonfinito (devo ammettere che ne ignoravo il nome originale), più noto come Museo di Storia Naturale. Qui, tra “Il Labirinto”la bellissima installazione fatta con le bottiglie di vino da Lizzy Sainsbury (metafora del labirinto della vita), e la gigantografia della mostra in corso di Fosco Maraini, l’atmosfera era perfetta per un genere musicale come la taranta eseguita dalla “Compagnia dell’Atto Comico”.

E’ qui che assaggiamo il Vermentino “Le Strisce” dell’azienda MaremmAlta, selezione di uve 2009, vino biologico e in parte anche biodinamico, almeno fino all’arrivo in cantina, come spiega Stefano Rizzi: “Qui preferisco farmi aiutare dalla tecnologia dato che la tendenza naturale delle uve è a fare aceto; meglio quindi intervenire per regolare temperatura e umidità nella conservazione”. Il risultato è un piacevolissimo vino dal colore giallo intenso, molto fruttato, tanto da lasciare il proprio profumo nel bicchiere una volta finito.

Biblioteca delle Oblate – ex Museo Firenze Com’era: L’antico convento delle Oblate, oggi biblioteca, ha ospitato tutte le produzioni biodinamiche. Accompagnate dalla musica del “Carillon Vivente” di Maria Liccardo, due sommelier, Sabrina e Anacleto, ci hanno accompagnato in un viaggio alla scoperta di alcuni vini rossi biodinamici toscani, dal Casentino alla Lucchesia.

Inizia Sabrina facendoci assaggiare il “Trigono”, selezione di sangiovese, ciliegiolo, canaiolo, colorino e pugnatello, prodotto dall’azienda Ornina, gusto deciso e piacevole; il nome deriva dall’allineamento dei pianeti, un momento considerato positivo per la produzione dell’uva. Con Anacleto passiamo in lucchesia, con la Tenuta Lenzini: l’Insieme, 100% alicante coltivato in lucchesia, dove il clima più mite ha smorzato un po’ la natura dell’uva (originaria della Spagna) rendendola più piacevole al palato; e il Syrah, Igt toscana 100% Syrah del 2009, vincitore del Syrah Du Monde, prestigioso concorso che si tiene in Francia. Tutti vini molto fruttati, piacevoli anche se con gradazioni alcoliche abbastanza alte, che ci hanno impedito di andare oltre nelle degustazioni, per non perdere del tutto la lucidità!

Oltre alla bontà e alla naturalità dei vini assaggiati, mi ha fatto piacere notare come i produttori di queste due aziende siano persone molto giovani, (trent’anni di media) buon auspicio per una futura enologia che tenga sempre più in considerazione i cicli naturali.

Dalle Oblate, torniamo indietro verso i lungarni: c’è ancora tempo per seguire il cooking show in piazza del grano e l’installazione di di Federico Pieri, “Storie di Sabbia”, disegni di sabbia proiettati su schermo luminoso.

“Siamo molto soddisfatti – ha commentato Francesco Spanò, organizzatore di Wine Town – Il nostro obiettivo era quello di rivitalizzare palazzi e piazze di Firenze offrendo eventi di qualità oltre a buon vino e mi sembra ci anche quest’anno ci siamo riusciti”.

Con un calice da vino come ricordo, la giornata è finita: l’unico rammarico è non essere riuscita a vedere tutto…ma ci sarà tempo il prossimo anno!

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Posted by on 23 Settembre 2012. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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