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Va male l’artigianato in Toscana: in calo ancora fatturato e imprese

Firenze – L’artigianato toscano non è fuori dalla crisi. Aumentano le imprese che investono ma i fatturati rimangono negativi così come cala il numero delle imprese e degli occupati.

A dirlo i risultati dell’indagine congiunturale sul primo semestre 2010 dell’Osservatorio Unioncamere Toscana realizzata da Unioncamere Toscana con Regione Toscana, le federazioni regionali di CNA e Confartigianato Imprese, le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL e con il supporto tecnico di IRPET.

Rispetto allo stesso periodo del 2009 cala il fatturato del -9%, il numero degli addetti -0,1% e il numero delle imprese registrate -0,2%.

Per quanto riguarda i settori migliorano le performance del sistema moda e della metalmeccanica, anche se i segni sono sempre negativi.  In profonda crisi il settore dell’oreficeria – 12%. I numeri degli addetti rimangono stabili nei servizi mentre continuano a calare nell’edilizia e nel manifatturiero.

In totale le imprese artigiane sono diminuite, dal 30 giugno dello scorso annno al 30 giugno del 2010, di 487 unità. Tra le province arretrano molto Firenze, Pistoia (entrambe -1,2%) e Lucca (-1,1%) mentre avanza, grazie al contributo del settore abbigliamento, la provincia di Prato (+2,2%).

Unico dato positivo riguarda gli investimenti: il 12,4% delle imprese artigiane della Toscana dichiara di avere in corso programmi di investimento: un valore quasi doppio rispetto al medesimo periodo del 2009 (6,8%).

Le previsioni per il secondo semestre non cambiano di molto: le imprese non prevedono un aumento del giro di affari né la ripresa degli occupati.

La Toscana non è fuori dalla crisi e le imprese artigiane continuano a pagarne il prezzo” ha detto l’assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini commentando l’indagine.

Simoncini ha annunciato che la Regione costituirà un fondo di 5 milioni per garantire prestiti alle aziende dell’indotto della siderurgia e, a fine settembre, sarà presentato un bando per la formazione di consorzi, reti di imprese e anche accorpamenti, utilizzando in maniera integrata le risorse comunitarie.

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Posted by on 29 Luglio 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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