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Università Toscana: secondo Irpet è lenta, inefficiente e con un alto tasso di abbandoni

Firenze – Università che impiegano troppo tempo a creare laureati, organizzate in modo inefficiente e con un alto tasso di abbandoni: è il quadro non troppo lusinghiero che emerge dalla ricerca, condotta da Irpet, sul sistema universitario toscano 2010, presentata oggi all’Auditorium Santa Apollonia di Firenze.

L’analisi è stata effettuata prendendo a riferimento i dati dal 2000/1 al 2008/9, considerando anche gli effetti della riforma che ha introdotto la formula del cosìdetto “3+2”. Secondo quanto emerso, gli immatricolati nelle università toscane erano 21000 nel 2008, con un numero di matricole “anziane”, ovvero coloro che s iscrivono all’Università dopo un anno dalla maturità, del 21%

I corsi di laurea che vanno per la maggiore sono Economia (14,3% del totale immatricolati), Lettere e filosofia (13,2%), ed Ingegneria (12,5%). In generale, tra il 2000 e il 2008 sono aumentati gli immatricolati nelle facoltà scientifiche e tecniche (+17%), diminuiti invece quelli nelle facoltà umanistiche (-16%). Un terzo proviene da fuori regione, in particolare Sicilia, Campania e Calabria. Solo il 4,3% ha cittadinanza straniera.

Dal rapporto emerge come una delle conseguenze nefaste della riforma 3+2 sia stata l’eccessiva frammentazione dei corsi di laurea: dal 2000/01 al 2007/08 gli iscritti sono aumentati del 10%, ma i corsi di laurea del 231%. Il risultato quindi è troppi corsi per pochi studenti: l’80% dei corsi di laurea

specialistica hanno meno di 10 studenti. L’offerta formativa è poi distribuita in troppe sedi distaccate.

Secondo Irpet è allarmante il tasso di abbandoni: 18 studenti su 100 abbandonano al 1° anno, altri 7 su 100, pur rimanendo iscritti, non conseguono crediti. Entro il 2° anno lasciano altri 25 studenti su 100 immatricolati l’anno precedente. In positivo emergono solo Medicina ed Architettura, che hanno istituito il numero chiuso.

Dopo 5 anni dalla prima immatricolazione raggiungono la laurea di 1° livello soltanto 37 studenti su 100 e appena 6 quella di 2° livello o a ciclo unico. L’età media di conseguimento della laurea triennale è 24 anni, 2 anni in più rispetto all’età prevista.

La riforma quindi, secondo Irpet, non ha consentito di diminuire il tasso di abbandono, anzi lo avrebbe alzato di 5 punti; lo stesso risultato si trova per quanto riguarda i tassi di laurea.

Se tutto questo non bastasse, una volta usciti dall’Università la situazione non è rosea: secondo Irpet infatti il rendimento della laurea è inferiore alle attese. Fino a 35 anni il salario lordo orario di un laureato è inferiore a quello di un non laureato (-11% a 27 anni e –2% a 33 anni). A distanza di 3 anni, la retribuzione media mensile di un laureato toscano è di circa 1.240 euro. A guadagnare cifre maggiori sono gli ingegneri (+10%) e i medici (+7%). Inoltre, conclude Irpet, il 51% dei laureati toscani under 35 è sottoinquadrato; la proporzione scende al 36% fra i laureati in età 35-49 anni.

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Posted by on 1 Dicembre 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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