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In Toscana per difendersi dalle alluvioni arrivano gli “argini gonfiabili”

paratie- Firenze

paratie Firenze (rendering)

Firenze – Addio ai sacchetti di sabbia a difesa degli argini dei fiumi in piena.

Per difendersi dalle immediate conseguenze delle alluvioni in Toscana arrivano gli “argini gonfiabili”.

Se ne sta dotando la Toscana per difendere Firenze dalle alluvioni ma potranno essere utilizzati in altri territori a rischio della regione.

Il nuovo sistema di protezione è stato presentato oggi dal presidente della Regione, Enrico Rossi che ha fatto il punto su quanto è stato fatto, fino ad oggi, per difendere il territorio della Toscana da esondazioni e alluvioni.

Gli “argini gonfiabili” sono sistemi mobili di protezione di pronto intervento, da utilizzare nell’ambito delle attività di protezione civile.Sono già stati utilizzati con successo per contenere le esondazioni in altri paesi soprattutto nordeuropei e negli Stati Uniti: sul Mississipi, nella stato della Luisiana, nello stato di Washington.

Gli argini gonfiabili – 3,5 km complessivi  – saranno collocati nel tratto tra il Viadotto Marco Polo e il Ponte San Niccolò. Insieme agli argini la Regione si doterà anche di paratie che saranno collocate nel tratto che va da ponte San Niccolò a Ponte Santa Trinita.

Il tutto per un costo totale, tra acquisto e montaggio di 5 milioni di euro per cinque anni.

D’altra parte, secondo uno studio presentato stamani dall’Autorità di bacino dell’Arno insieme all’università di Firenze nel caso di alluvione tipo quella del 1966 i danni arriverebbero a 6 miliardi di euro senza tener conto dei danni ai beni culturali e artistici e a tutto il patrimonio fiorentino.

argini gonfiabili

argini gonfiabili

“Bisogna procedere con il passo del montanaro, regolare e costante, lavorare e investire un po’ tutti gli anni, almeno un centinaio di milioni di euro come la Regione sta facendo dal 2011 ad oggi. Così potremo davvero dare una svolta alla situazione”- ha detto Rossi.

La svolta della Toscana in materia di prevenzione è segnata per il presidente Rossi da due leggi: la legge n.2, con la quale, a partire dal 28 dicembre del 2011, sono vietate in Toscana le edificazioni nelle zone ad alto rischio idraulico e la legge n.35, del 1° agosto 2011, con cui sono stati sbloccati in meno di tre anni 160 milioni di euro che, destinati a finanziare opere strategiche, non erano ancora stati spesi.

A queste risorse la Toscana ha aggiunto 150 milioni per opere di messa in sicurezza rese necessarie in seguito alle alluvioni che in questi anni hanno colpito la regione e altri 40 milioni dal bilancio regionale.

lancio corona arno

Commemorazione alluvione ’66 a Firenze lancio corona alloro in Arno

Intanto, stamani a Firenze in occasione del 47° anniversario dell’alluvione si è svolta la cerimonia del lancio della corona d’alloro dal Ponte alle Grazie alla quale hanno partecipato alcuni consiglieri comunali, il sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D’Angelis e il presidente dell’associazione Firenze Promuove Franco Mariani.

“Non dimentichiamo il 4 novembre del 1966 e le 36 vittime che l’esondazione dell’Arno provocò” – Ha detto il Presidente del Consiglio comunale, Eugenio Giani“. Un ricordo – ha aggiunto- ma anche un monito, perché gli interventi a cui le amministrazioni pubbliche sono chiamate impediscano per il futuro una catastrofe come fu l’alluvione del 1966 ma anche le precedenti 18 occasioni di allagamento di cui dal XIII secolo in poi abbiamo memoria”.

 

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Posted by on 4 Novembre 2013. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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