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Stragi del ’93: il pentito Gaspare Spatuzza chiede perdono a Firenze

Firenze – “Nel maggio 1993, sono arrivato in questa città da terrorista, il nostro obiettivo era colpirla nel cuore e ci siamo riusciti. Oggi dopo 18 anni vengo qui come uomo pentito, voglio dirlo a questa città alla quale intendo chiedere perdono. Il mio perdono può essere non accettato e strumentalizzato, ma sento il dovere di farlo”.

Con questa premessa il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza ha voluto iniziare la sua deposizione nell’aula bunker di Santa Verdiana a Firenze, dove è in corso davanti alla corte d’assise, il processo sulle stragi di mafia del ’93 a Roma, Firenze e Milano che vede imputato il boss Francesco Tagliavia, accusato di essere il “coautore” della bomba che distrusse a Firenze l’Accademia dei Georgofili.

Nella prima fase del processo per le stragi del ’93 lo ricordiamo sono già stati condannati all’ergastolo con sentenza definitiva 14 boss mafiosi, tra cui lo stesso Spatuzza.

Gaspare Spatuzza è considerato dai pm di Firenze, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, un testimone chiave del processo e le sue dichiarazioni sono state “determinanti”, secondo la procura, per indagare nuovamente, nell’inchiesta sulla campagna stragista di Cosa Nostra in continente, il boss Francesco Tagliavia, a suo tempo già coinvolto ma poi uscito dalle prime indagini.

Spatuzza nella sua deposizione racconta come è entrato in contatto con la famiglia Graviano: “Era la fine degli anni Settanta e la famiglia Graviano era rispettatissima nel quartiere Brancaccio di Palermo. Il mio ruolo era osservare tutte le persone che erano riconducibili agli scappati, ai perdenti, quelli riconducibili a Stefano Bontate. Io facevo gli omicidi per conto dei Graviano”.

“A febbraio del ‘94 – continua – è stata emessa una custodia cautelare in carcere del processo Golden Market ed esce fuori la mia attività sommersa. A fare il mio nome è Giovanni Drago. Dopo l’arresto dei fratelli Graviano, il 27 gennaio del ‘94, e l’arresto di Nino Mangano avvenuto nel giugno del ‘95, io, sponsorizzato dalla famiglia Graviano e dalla famiglia Tagliavia, divento capo di mandamento di Brancaccio”.

Il collaboratore di giustizia parla poi di come è nata l’idea dell’attentato di via dei Georgofili. “Barranca e Lo Nigro dicono a Tagliavia che bisogna fare un altro “bingo”, cioè un altro attentato, ma non ci vogliono Fifetto Cannella che aveva rovinato l’attentato a Costanzo. Lo Nigro mi contatta e mi dice che dobbiamo incontrare Graviano e Tagliavia: siamo a Palermo, in riunione ci sono Graviano, Tagliavia, Barranca, forse Denaro. Graviano mi dice che dobbiamo fare un attentato, sul tavolo ci sono delle fotografie di monumenti di Firenze”.

Una volta appresa la notizia di richiesta di perdono da parte di Spatuzza, Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell’Associazione delle vittime della strage dei Georgofili, ha risposto: “Il perdono mai è impossibile, non ci riusciremmo”. “Noi – ha però aggiunto – siamo con Spatuzza e crediamo in lui perchè siamo coscienti che senza i collaboratori di giustizia non si arriverebbe da nessuna parte, ma quanto al perdono si rassegni, il perdono sarà Dio a concederlo”.

La seconda deposizione di Spatuzza è in programma per il 9 febbraio.

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Posted by on 3 Febbraio 2011. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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