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Strage di via dei Georgofili: corteo nella notte per ricordare le vittime

Firenze – Sono trascorsi 17 anni da quella mattina del 27 maggio quando Firenze si svegliò con una profonda ferita: l’esplosione dell’autobomba che squarciò via dei Georgofili, uccidendo cinque persone, tra cui la neonata Caterina Nencioni, è stata ricordata questa notte, come ogni anno, con un corteo di istituzioni e semplici cittadini, che hanno raggiungo il punto in cui alle 1:04 esplose l’ordigno. Qui, al suono della martellina, la campana di Palazzo Vecchio, è stata deposta una corona d’alloro.

Eppure a 17 anni di distanza, quella che è stata ormai riconosciuta come una delle stragi di mafia, presenta ancora molti punti oscuri: di questo si è parlato ieri a Firenze in un convegno organizzato presso l’auditorium del Consiglio Regionale della Toscana, nell’ambito delle celebrazioni.

Secondo il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervenuto ai lavori, le stragi mafiose del 93 vennero fatte per creare disordine e consentire “ad una entità esterna di proporsi come soluzione“. Grasso ha anche aggiunto però che occorrerebbe dimostrare l’esistenza di un’intesa criminale con un soggetto politico in via di formazione e dimostrare l’effettiva esistenza di contatti riconducibili ad uno scambio di favori.

Nell’ambito invece dei mandanti, Giuseppe Quattrocchi, capo della procura di Firenze ha dichiaro che sarà chiesto a breve il giudizio immediato per Francesco Tagliavia, il boss di Brancaccio individuato come uno dei mandanti. Tagliavia già in carcere a Viterbo con una condanna all’ergastolo per la strage di via D’Amelio, ha ricevuto due mesi fa un’ordinanza di custodia cautelare dalla procura di Firenze che indaga, come ricordato da Quattrocchi, in base alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.

Tante quindi le domande ancora a cui dare risposta: giustificabile dunque la rabbia e l’indignazione espresso ieri da Giovanna Maggiana Chelli, portavoce dell’associazione dei familiari delle vittime, che ha accusato le istituzioni nazionali di voler dimenticare la strage di via dei Georgofili. “Siamo profondamente delusi da quello che sta avvenendo intorno a noi – ha dichiarato – l’anniversario della morte di Falcone ha avuto grande risonanza, e noi ci siamo uniti alla sua commemorazione ma bambini e persone comuni non sono meno importanti dei magistrati“.

Le celebrazioni si chiudono questa mattina con la messa in onore delle vittime nella Chiesa di San Carlo in via dei Calzaiuoli e con l’incontro a Palazzo Vecchio tra il procuratore Pietro Grasso e i ragazzi delle scuole fiorentine. A Grasso sarà anche consegnata anche la “Colomba della Pace”.

Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video realizzato dall’associazione familiari delle vittime dei Georgofili con le immagini dell’attentato tratte dai principali Tg, alcune interviste e le letture di alcune poesie da parte dei compagni di classe di Nadia Nencioni, la bimba di nove anni, morta nell’attentato di 17 anni fa.

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Posted by on 27 Maggio 2010. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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