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Operazione anti corruzione a Lucca: nei guai politici, professionisti e imprenditori

Lucca – L’assessore comunale Marco Chiari, il Dirigente alla Programmazione e pianificazione del Comune di Lucca, Maurizio Tani, l’ingegnere Andrea Ferro, Giovanni Valentini, imprenditore della Società Valore di Prato ed azionista di maggioranza della Lucchese calcio e l’architetto Luca Ruggi.

Questi i personaggi illustri raggiunti da ordinanze di custodia cautelare, di cui due in carcere, con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’operazione denominata “Volpe nel deserto” condotta dai carabinieri di Lucca su disposizione della Procura.

Le indagini hanno portato alla luce un giro di corruzione tra amministratori, funzionari pubblici, liberi professionisti lucchesi e mondo imprenditoriale toscano, in merito ad alcune scelte urbanistiche adottate dall’amministrazione comunale.

In pratica secondo l’accusa gli amministratori pubblici, dietro compenso di denaro, avrebbero favorito l’impresa pratese di proprietà di Giovanni Valentini per agevolare provvedimenti amministrativi comunali, in materia urbanistica ed edilizia.

Ciò avrebbe permesso di programmare interventi immobiliari consistenti, quali il centro residenziale denominato “Parco di S. Anna” ed anche la ristrutturazione dello Stadio Comunale Porta Elisa.

Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati preventivamente i terreni di proprietà della Valore spa nella frazione S. Anna, una somma di circa 18milioni di euro, sempre della suddetta società, e 40mila euro nei confronti di Chiari e Ruggi, quale profitto del reato di corruzione.

“Decisivo per tali operazioni – spiegano dalla Procura – l’intervento dell’assessore Chiari, che, insieme alla collaborazione dell’architetto Tani, nella sua qualità di dirigente comunale, nonché dei professionisti Ruggi e Ferro, avrebbe sfruttato tale contesto per perseguire il proprio profitto, facendosi promettere e/o percependo dal Valentini compensi illeciti, consistenti nel pagamento o nella promessa di somme di danaro per prestazioni professionali da loro fatturate, ma in realtà, in tutto o in parte, destinate allo stesso Chiari”.

Chiari e Tani sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Lucca, mentre gli altri indagati sono stati posti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

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Posted by on 15 Giugno 2011. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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