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Operazione “Satana” a Prato contro la mafia cinese

Prato – 19 misure di custodia cautelare, di cui 16 già eseguite a Prato e a Treviso, per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Questo il bilancio dell’operazione condotta dai carabinieri di Prato denominata “Satana” che ha smantellato un’organizzazione criminale cinese, con base nella cittadina tessile.

Le indagini sono partite nel 2009.

La banda, composta da più di 50 persone fra affiliati, gregari e fiancheggiatori, aveva costituito una vera e propria associazione per delinquere armata, avendo disponibilità di pistole, coltelli e machete che, mediante una serie di rapine, estorsioni, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, sequestro di persona a scopo di estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, mirava a controllare le attività economiche commerciali regolari nonché quelle sommerse di attività di trasporto privato ed estetica, all’interno della comunità cino-popolare presente a Prato.

L’indagine ha consentito inoltre di verificare che l’organizzazione, di tipo verticistico e con all’interno precise competenze, aveva programmato una progressiva conquista del territorio della cosiddetta Chinatown pratese ponendo in essere una serie di attività di imposizione del pizzo, azioni ritorsive nei confronti di altri gruppi e diffondendo nella locale comunità un clima di intimidazione e di omertà.

La banda era capeggiata da un 35enne noto come Anu e si è posta come primo obiettivo la conquista del territorio. Una volta individuata la zona operativa sono iniziate le richieste di pizzo ai commercianti della zona. I gregari del gruppo avevano persino una lista dove erano state annotate le generalità delle persone cui far visita, le date previste per il pagamento e le rispettive cifre in denaro assegnate.

La base operativa era situata in una villetta bifamiliare dove era stata allestita anche una bisca clandestina che concedeva la possibilità di ottenere dei prestiti in denaro, con interessi da usura: ad esempio se il risarcimento avveniva dopo una settimana l’interesse corrispondeva al 7%, dopo un mese al 30%, dopo tre mesi al 90% e dopo un anno al 365%.

Altri illeciti interessi economici per il gruppo derivavano dalle rendite del traffico di chetamina.

Nel corso delle operazioni sono state svolte numerose perquisizioni e sequestrati soldi per circa 100mila euro.

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Posted by on 6 Dicembre 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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