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Operazione “Idra”: scoperta una maxi frode fiscale

Firenze – 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere, sequestri preventivi di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro e la scoperta di un’evasione fiscale e contributiva calcolata in oltre 166 milioni di euro.

Questo il bilancio dell’operazione “Idra” condotta all’alba di oggi, da oltre 100 uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze.

I reati contestati sono l’associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale ed all’appropriazione indebita nonché il riciclaggio dei relativi proventi illeciti.

Le indagini, iniziate circa un anno fa, sono state condotte dagli uomini del Gruppo di Firenze nei confronti di un importante gruppo imprenditoriale romano, avente basi logistiche a Roma, Firenze, Piacenza e Torino.

L’attività investigativa ha permesso di individuare un’associazione a delinquere i cui promotori (4 uomini residenti a Roma) hanno utilizzato varie società operanti nel settore del “facility management” (servizi alle imprese) per realizzare reati di frode fiscale e appropriazione indebita di risorse societarie. La frode ha consentito, nel corso degli anni, di fruire di notevoli vantaggi finanziari con un enorme accumulo di capitali illeciti (generati dal risparmio d’imposta) confluiti nelle “tasche” dei 4 imprenditori.

Accanto ai promotori dell’associazione a delinquere ha operato anche uno stabile gruppo di “riciclatori” che hanno, in vario modo, consentito di drenare risorse del gruppo facendole “scomparire”.

Oltre 20 le società coinvolte che formalmente erano intestate a dei prestanome ultrasettantenni e/o extracomunitari. Erano queste società a compiere materialmente l’evasione fiscale emettendo false fatturazioni e/o note di credito, omettendo il versamento di qualsiasi contributo fiscale e previdenziale e presentando false dichiarazioni per la indebita compensazione con l’Iva dovuta.

Le imprese operavano per un periodo di tempo inferiore ai tre anni e dopo venivano poste in liquidazione volontaria e “rottamate”, mediante il trasferimento della sede legale presso indirizzi inesistenti della Campania, in modo da far perdere ogni traccia per eventuali controlli da parte del fisco.

Parte del denaro è stato utilizzato per l’acquisto di immobili in varie parti d’Italia e di beni di lusso, mentre un’altra parte è stata trasferita su conti correnti esteri a Montecarlo e in Svizzera. Alcuni indagati si sono avvalsi anche del dispositivo previsto dal cosiddetto “scudo fiscale” per fare rientrare in Italia i capitali detenuti all’estero.

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Posted by on 15 Giugno 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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