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Naufragio della nave Costa Concordia: salgono a 6 le vittime

Grosseto – E’ salito a sei il numero delle vittime del naufragio della nave da crociera Costa Concordia, avvenuto la sera di venerdì 13 gennaio davanti all’Isola del Giglio, ed altre 16 al momento risultano ancora disperse: 10 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio.

I cadaveri dello spagnolo Guillermo Gual, 69 anni, e dell’italiano Giovanni Masia, 86 anni, sono stati ritrovati ieri durante le perlustrazioni nella zona della nave completamente sommersa, mentre quello di un altro uomo, di cui ancora non si conosce l’identità, è stato ritrovato questa mattina dai vigili del fuoco sul secondo ponte in una parte non invasa dall’acqua: aveva il giubbotto salvagente ed era un passeggero.

Intanto sulla tragedia sono state aperte due inchieste, una di carattere amministrativo e l’altra penale, ed anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un’indagine ministeriale per accertare le dinamiche, le cause ed eventuali responsabilità dell’affondamento.

Dal canto suo il Codacons ha avviato le pratiche per la preparazione di una class action contro la società di navigazione, volta a far ottenere ai passeggeri dell’imbarcazione il risarcimento pertutti i danni subiti, sia materiali che morali.

In carcere, in attesa della convalida del fermo, il comandante della nave Francesco Schettino, per il quale si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c’erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo. Indagato anche il primo ufficiale di plancia.

Secondo il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, il comandante Schettino infatti si sarebbe avvicinato troppo alla costa e proprio a causa di questa manovra la nave si sarebbe scontrata con uno scoglio, che ha provocato lo squarcio causando poi il rovesciamento dell’imbarcazione.

E’ stata inoltre posta sotto sequestro la scatola nera della Costa Concordia che ha registrato le comunicazioni con la Capitaneria di porto di Livorno: si ipotizza infatti che anche i soccorsi siano stati chiamati in ritardo.

Intanto il Comandante della Capitaneria di porto di Livorno ha messo in sicurezza la nave per evitare fuoruscite di sostanze inquinanti, anche attraverso il travaso del prodotto verso altre unità.

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Posted by on 16 Gennaio 2012. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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