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Nasce “La Carta di Firenze” contro il precariato nel mondo del giornalismo

Firenze – “D. Ma lei sa quanto guadagna un giornalista?”, “R. Credo circa 5mila euro al mese”.

“D. E sa quanto prende un giornalista precario?”, “R. Penso sui 1.700-2.000 euro al mese”.

Questo è quanto pensano in molti, secondo risposte prese per strada tra la gente, ma la realtà è ben altra: in Italia esiste un vero e proprio esercito di giornalisti precari, circa 100mila, che non fanno decisamente parte di una “casta”, ma che anzi vengono spesso pagati cifre irrisorie, 3-4 euro ad articolo, spese comprese, che lavorano dalla mattina alla sera, sabato e domenica compresi.

Questo il tema caldo della convention nazionale in corso fino a oggi a Firenze dal titolo “Giornalismi e Giornalisti – Libera stampa, liberi tutti”, promosso dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dall’Ordine dei giornalisti della Toscana e Assostampa Toscana, con il sostegno di Inpgi e Casagit, che ha riunito al Teatro Odeon precari e free lance.

Proprio per cercare di combattere questo fenomento durante la due giorni è stata presentata la “Carta di Firenze”, un nuovo strumento deontologico realizzato per disciplinare i comportamenti di editori, direttori e caporedattori delle testate giornalistiche (stampa, tv, radio, web, uffici stampa, etc.) per tentare di arginare il fenomeno del precariato.

Ma cosa prevede la Carta?

Nell’Art. 1 – Politiche attive contro la precarietà, si stabilisce, tra le priorità, che “l’Ordine dei Giornalisti e la Federazione nazionale della stampa vigileranno affinchè venga posto un freno allo sfruttamento e alla precarietà, favorendo quelle condizioni tese ad assicurare un futuro professionale e personale ai tanti giornalisti oggi privi di tutele e garantire nel contempo un futuro alla buona e corretta informazione nel nostro Paese”.

L’Art. 2 – Collaborazione tra giornalisti, riguarda in particolare “forme di collaborazione e solidarietà” tra tutte le tipologie di lavoro giornalistico, ma parla anche del fatto che “tutti i giornalisti sono tenuti a segnalare ai Consigli regionali e agli organismi di rappresentanza aziendale situazione di esercizio abusivo della professione e di abuso della dignità professionale”, anche “non impiegando, soprattutto quando rivestono ruoli di coordinamento del lavoro giornalistico, quei colleghi le cui condizioni lavorative prevedano compensi inadeguati”.

Proprio per garantire la corretta applicazione dei principi stabiliti nella Carta è stata promossa la costituzione di un Osservatorio permanente per lo studio delle condizioni professionali dei giornalisti, previsto dall’Art. 3.

Infine l’Art. 4 – Sanzioni stabilisce che “la violazione di queste regole, applicative dell’art. 2 della Legge 69/1963, comporta l’avvio di un procedimento disciplinare ai sensi del Titolo III citata legge”.

La speranza è che queste regole vengano applicate e fatte rispettare.

Guarda l’intervista a Paolo Ciampi, Presidente dell’Assostampa Toscana:

Questa l’intervista a Pino Rea, coordinatore di Lsdi – Libertà di stampa, diritto all’informazione:

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Posted by on 8 Ottobre 2011. Filed under Cronaca,In primo piano,Video. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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