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Moby Prince: Livorno ricorda la tragedia con un docufilm

Livorno – Tutti hanno negli occhi le immagini del naufragio della Costa Concordia, avvenuto a gennaio scorso, ma non altrettanti si ricordano che anni prima una tragedia di dimensioni ancora maggiori si era verificata poco distante da quelle acque: stiamo parlando del Moby Prince con i suoi 140 morti.

Era la notte del 10 aprile 1991 quando il traghetto Moby Prince, salpato da Livorno, si scontrò con la petroliera Agip Abruzzo, una vicenda di cui diversi aspetti restano ancora da chiarire. Da allora, ogni anno, Livorno ricorda: non solo le 140 vittime, tra passeggeri ed equipaggio, ma anche il fatto che a 21 anni da quella tragedia nessuno abbia pagato.

Come ribadito in due lettere, scritte poche settimane fa, al Presidente del Consiglio, Mario Monti, e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da Loris Rispoli, del Comitato Moby 140, che riunisce i familiari delle vittime, “dopo 21 anni siamo ancora a chiederci perché ma anche per quale motivo questa che è una delle più gravi tragedie della marineria e una delle più gravi tragedie del lavoro è stata rimossa dalla memoria collettiva, tanto che i più grandi media nazionali nei giorni della vicenda Costa Concordia ricordavano il Titanic, ma non il Moby Prince”.

L’iter processuale per la tragedia del Moby Prince infatti si è chiuso senza alcun colpevole; anche l’inchiesta bis, aperta dalla Procura di Livorno nel 2006, è stata archiviata nel 2010. Secondo i magistrati a causare l’incidente sarebbero state una concomitanza di circostanze sfortunate, a cominciare dalla nebbia «eccezionale» presente quella notte (che però molti dei testimoni smentiscono) e l’insufficienza delle regole di sicurezza in rada.

Come ricordato nella lettera di Rispoli, la notte della tragedia nella rada a Livorno c’erano cinque navi che riportavano a Camp Darby armi usate nella guerra del Golfo. Difficile pensare, come invece sostenuto in una lettera dell’ambasciata Usa del 2005, che negli archivi militari degli Usa non esistano tracciati radar o comunque documenti utili per ricostruire la dinamica che portò allo scontro tra il Moby Prince al’Agip Abruzzo.

Oggi per Livorno è il giorno del ricordo: la cerimonia in cattedrale, al mattino, seguita, nel pomeriggio, dal corteo fino al porto e dal lancio di rose in mare; l’installazione “Non Viaggio”, al Palazzo Comunale,  ma soprattutto la presentazione in anteprima del docufilm Ventanni. Storia privata del Moby Prince”, in programma al Cinema 4 Mori.

Realizzato da Mediaxion, il documentario ha per protagonisti quattro familiari delle vittime, tra cui lo stesso Loris Rispoli, Angelo Chessa, figlio del comandante del Moby Prince, Giacomo Sini e Mauro Filippeddu. Dai racconti di queste figure emerge il dolore per la perdita dei familiari, la rabbia per la mancanza di giustizia e la voglia di lottare ancora per trovare la verità.

Altre iniziative sono previste nei prossimi giorni: il 14 e 15 aprile con lo spettacolo 1991: il fatto non sussiste alla Fortezza Vecchia, dove a distanza di 21 anni un gruppo di cittadini ricorda la notte del 10 aprile 1991 e il 19 aprile al Teatro Goldoni con “Tersicore e Thanatos” un progetto per la danza dedicato alle vittime del Moby Prince.

Inoltre è stato creato un gruppo su Facebook “Moby Prince: quelli che esigono la verità“, composto ad oggi da circa 7000 persone, a cui è possibile iscriversi per rimanere aggiornati sulla vicenda.

Livorno si ostina a non dimenticare: noi ci auguriamo che lo faccia anche il resto d’Italia!

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Posted by on 10 Aprile 2012. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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