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Mobilità sostenibile: al via una ricerca a Firenze su 10mila lavoratori

Firenze – Una ricerca su oltre 10mila lavoratori di aziende dell’area fiorentina per capire perché usano la propria auto per recarsi al lavoro e a quali condizioni passerebbero al trasporto pubblico.

Il progetto, sviluppato dalla Cisl di Firenze e dall’associazione regionale Ecologia e Lavoro, è stato presentato nel corso del convegno su “Mobilità sostenibile a Firenze” organizzato dal sindacato provinciale in occasione della Giornata europea della mobilità sostenibile ed a cui hanno preso parte anche il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, l’assessore all’ambiente del comune di Firenze, Stefania Saccardi, e il segretario confederale Cisl Fulvio Giacomassi.

Il progetto interesserà dieci grandi aziende dell’area fiorentina ed un secondo campione di dieci aziende di piccole dimensioni (al di sotto dei 50 dipendenti) concentrate nell’area Osmannoro-Campi Bisenzio.

I risultati, elaborati e presentati nella prossima primavera, forniranno un bagaglio prezioso per includere anche i temi della mobilità all’interno della contrattazione aziendale.

Nell’area fiorentina – ha detto Giovanni Ronchi, della segreteria Cisl provinciale – si stimano ogni giorno 690mila spostamenti, due terzi dei quali sono di lavoratori e studenti: il 75% di questi avvengono con auto e moto e solo il 25% con mezzi pubblici o bici. Nella sola Firenze in una mattina feriale circolano oltre 110mila auto e su 365mila residenti ci sono 196mila auto e 67mila due ruote. Una situazione molto pesante. La mobilità a Firenze – ha aggiunto Ronchi – è un rompicapo degno del cubo di Rubik e come per il cubo la soluzione non si trova con una mossa sola, ma con tante piccole mosse parziali; che vanno però coordinate, grazie anche alla partecipazione e alla contrattazione”.

La contrattazione in azienda – ha proseguito Ronchi – può aiutare ad incentivare l’uso del mezzo pubblico anche da un punto di vista economico: un ‘ticket bus’, sul modello del ‘ticket restaurant’, avrebbe questa funzione”.

“La Cisl – ha concluso Ronchi – è pronta a fare la propria parte e chiede a tutti gli altri protagonisti, sindacati, associazioni datoriali e ovviamente istituzioni, di lavorare insieme per promuovere un percorso di partecipazione, a partire dai luoghi di lavoro, per incentivare l’uso del mezzo pubblico, incentivare e rendere più sicuro l’uso della bici, con piste ciclabili pensate per gli spostamenti giornalieri e non solo per il tempo libero, con l’informazione e la promozione del bike sharing e del car pooling, riportando d’attualità la funzione dei mobility manager”.

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Posted by on 22 Settembre 2010. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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