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Incendio fabbrica a Prato: Napolitano scrive a Rossi

Giorgio Napolitano ( da sito FB, Enrico Rossi)

Giorgio Napolitano ( da sito FB, Enrico Rossi)

Firenze – “Qualcuno mi ha detto che quei soppalchi ricordano le brandine di Auschwitz. Ecco la Toscana una cosa così non se la può permettere; in Toscana i diritti umani devono essere garantiti”. Così il presidente della Regione, Enrico Rossi ieri è tornato sullincendio della fabbrica a Prato annunciando, in un incontro con la stampa, parte dei contenuti della lettera inviata al presidente del consiglio, Enrico Letta per chiedere che sulla situazione di illegalità e sfruttamento a Prato intervenga il governo.

E in serata è arrivata anche la lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al governatore della Toscana, Enrico Rossi: “Al di là di ogni polemica o di una pur obbiettiva ricognizione delle cause che hanno reso possibile il determinarsi e il permanere di fenomeni abnormi – scrive Napolitano – sollecito a mia volta un insieme di interventi concertati al livello nazionale, regionale e locale per far emergere da una condizione di insostenibile illegalità e sfruttamento – senza porle irrimediabilmente in crisi – realtà produttive e occupazioni che possono contribuire allo sviluppo economico toscano e italiano”.

L’unica delle sette vittime identificata nell’incendio della fabbrica si chiamava Hu ed era clandestino. Il sospetto è che anche gli altri sei cadaveri possano essere stati nella sua stessa condizione.

Nella lettera aperta di Rossi a Letta, il governatore della Toscana chiede che il governo cinese sia chiamato in causa per costruire accordi in materia di lotta alla criminalità e per concertare la concessione dei visti in uscita dalla Cina, eliminando quanto più possibile il fenomeno della clandestinità.

incendio fabbrica Macrolotto (foto da pagina FB del Presidente Enrico Rossi)

incendio fabbrica Macrolotto (foto da pagina FB del Presidente Enrico Rossi)

Occorrono poi per Rossi interventi legislativi che in tutta l’area del Macrolotto consentano di esercitare un più rigoroso controllo sugli affitti e politiche per favorire l’emersione economica e che aiutino gli imprenditori che vogliono mettersi in regola. “La base materiale di questa situazione – ha ripetuto – è lo sfruttamento di migliaia di lavoratori. E’ una vergogna che non sappiamo nemmeno quanti sono. Vivono in condizioni disumane, lavorano, mangiano, dormono nei capannoni. Non possiamo permetterci di accogliere così migliaia di lavoratori”.

Intanto sul fronte delle indagini per la morte dei sette operai cinesi morti carbonizzati nella fabbrica dormitorio, la procura di Prato ipotizza vari reati ma l’indagine si profila complessa perché – ha spiegato il capo della squadra mobile Francesco Nannucci – “molte persone sono reticenti”,

Le fiamme si sarebbero sprigionate dall’angolo in cui era stato allestito il cucinino, fornelli per cucinare e stufette elettriche per riscaldarsi nel grande laboratorio dove dieci o forse più lavoratori dormivano su un soppalco, nei loculi ricavati con cartone e cartongesso.

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Posted by on 2 Dicembre 2013. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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