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In Toscana vinta la guerra sul pomodoro cinese. La lavorazione resta in regione

Firenze – Nessun pomodoro prodotto in Toscana rimarrà nei campi. La Regione ha firmato oggi un accordo con Italia Food Spa di Venturina che garantirà agli agricoltori toscani il ritiro totale della produzione.

L’accordo è stato siglato oggi in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze sede della regione alla presenza del Presidente Enrico Rossi e dell’Amministratore delegato di Italia Food spa di Venturina, Pasquale Petti.

Circa dieci giorni fa gli assessori provinciali all’agricoltura delle cinque province toscane interessate alla produzione di pomodoro da industria Arezzo, Siena, Grosseto, Pisa e Livorno, e le associazioni degli agricoltori, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, avevano lanciato l’allarme.

Delle 200 mila le tonnellate di pomodoro prodotte in Toscana, 150 mila sarebbero state assorbite dalla lavorazione regionale ma altre 50 mila avrebbero dovuto essere lavorate fuori regione ed essere vendute a prezzi stracciati a causa della concorrenza in primis del pomodoro cinese che ha fatto precipitare le quotazioni del prodotto.

A questo si aggiunge il meccanismo dei premi comunitari che permettono il pagamento soltanto se si rispettano i quantitativi di prodotto ritirato.Una catastrofe doppia per i produttori.

Con l’accordo firmato oggi lo stabilimento di Venturina del gruppo Petti, ritirerà tutta la produzione toscana di pomodori. A supportare l’operazione è stata chiamata anche Fidi Toscana che affiancherà il Monte dei Paschi, la banca che fornirà il prestito necessario a Italian Food spa. per  pagare il prodotto.

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Posted by on 1 Settembre 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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