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Il giornalista economico: seminario dell’Ordine della Toscana a Pisa

Pisa – Chi non ha sentito parlare di “spread” alzi la mano. Nel linguaggio comune sono entrati però altri termini, un tempo lessico riservato agli addetti ai lavori, come “derivati”, “credit crunch”, speculazione, bund- btp. Gli scandali finanziari sono passati dalle pagine interne dei giornali alle prime pagine dei quotidiani, dei telegiornali, oggetti di approfondimento di trasmissioni radiofoniche e di riflessione sul web. L’economia, insomma, è sempre più regina della cronaca.

“I giornalisti trattano l’economia con maggiore attenzione, non c’è dubbio che l’economia è diventata una protagonista sempre più rilevante rispetto al passato. Tempo fa erano pochi i giornalisti che si occupavano di economia lasciando l’argomento agli specialisti. Adesso i giornalisti economici crescono e tendono ad essere sempre più informati e preparati”.

A dirlo il professore professor Luca Anselmi, docente di Economia Aziendale, uno dei relatori del seminario di approfondimento sull’economia dedicato ai giornalisti che si è svolto questa mattina a Pisa nell’aula multimediale della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università nell’ambito dei percorsi di formazione voluti dall’Ordine della Toscana.

Quali sono le competenze necessarie al giornalista perché possa analizzare questi temi padroneggiandoli? Come si costruisce la notizia economica? Dove e come cerco le fonti? E come si tutela il giornalista economico di fronte ad un’inchiesta che coinvolge i “poteri forti”. Di questi temi ha parlato Mario Gerevini giornalista economico del Corriere della Sera.

“Scripta manent” ha spiegato Gerevini, “il lavoro su materie economiche e finanziare parte sempre dai documenti; dal documento può scaturire l’inchiesta che si può allargare; così si contruisce la notizia”. Il documento inoltre tutela il giornalista di fronte ad eventuali cause ed è la sua arma di difesa principale davanti ai giudici.

A fare un buon giornalista economico è la curiosità, ha aggiunto Gerevini, e non credere a tutto quello che ti dicono, anche se a dirlo, sono grandi banche, grande aziende e grandi imprese”.

Il seminario è stato organizzato oltre che dall’Ordine dei giornalisti della Toscana anche dal Centro Interdisciplinare di ricerche e di servizi sulla Comunicazione (C.I.Co.) in collaborazione con la Scuola dei Master della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa.

A questi incontri ne seguiranno altri sempre organizzati dall’Ordine della Toscana. I prossimi due avranno come temi la privacy e il trattamento delle notizie giudiziarie.

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Posted by on 14 Maggio 2012. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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