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I formaggi dei detenuti della Gorgona

formaggi e vino Gorgona

Firenze – Dopo il vino, i formaggi.

Il progetto sociale “Frescobaldi per Gorgona”  – che vede la nota cantina produrre vino, in collaborazione con i detenuti reclusi nel carcere sull’isola dell’arcipelago toscano –  si amplia e aggiunge al vino, la produzione di formaggio.

Si tratta di una produzione limitata di 200 forme prodotte con latte vaccino, ovino e di capra. Ad mettere su il caseificio è stato Alberto Marcomini – coinvolto dai Frescobaldi – giornalista e maestro di tecniche casearie che ha messo a disposizione tutte le sue competenze per insegnare l’arte del formaggio di qualità ai detenuti.

formaggi -gorgona

Sono due i tipi di formaggio prodotte a Gorgona entrambe a latte crudo, con latte vaccino, ovino e caprino. Il primo di forma quadrata è insaporito da mirto e rosmarino raccolti sull’isola, essiccati e tritati; il secondo di forma rotonda è invece lavato nel vino “Gorgona”. Entrambi realizzati con latte munto a 35°, trasformato con caglio senza fermenti o tecnologia, insaporito con i sapori e i gusti locali.

Da ottobre i formaggi di Gorgona si troveranno sulle tavole di alcuni dei migliori ristoranti italiani, come l’Enoteca Pinchiorri, altro partner del progetto, che all’isola di Gorgona ha anche dedicato un piatto speciale il “Risoni al limone verde e chiocciole”.

piattoPinchiorri-gorgona

Come era successo per l’etichetta del vino “Gorgona” il packaging è stato ideato e realizzato dallo Studio Doni e Associati.

“L’idea è quella di produrre un formaggio a km 0, esaltando le materie prime di un territorio unico e seguendo le tecniche casearie più antiche e tradizionali” – sottolinea Alberto Marcomini. L’obiettivo è insegnare i segreti dell’attività casearia ai detenuti per dare loro l’opportunità di imparare un mestiere”.

Alla presentazione del nuovo progetto hanno partecipato, tra gli altri, anche l’assessore toscano all’agricoltura Gianni Salvadori, Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri, e il capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) Giovanni Tamburino.

L’assessore regionale Salvadori nel commentare il progetto ha dichiarato che si tratta di un’esperienza“che unisce il lavoro agricolo con le problematiche del carcere in un ambiente stupendo. Sono iniziative da tutelare e valorizzare da far conoscere nel mondo perchè è un esempio del civismo toscano. La famiglia Frescobaldi è poi un’emblema della Toscana nel mondo”.

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Posted by on 17 Ottobre 2013. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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