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Giorno della Memoria: 10.000 giovani a Firenze

Firenze – “Perché quello che è successo può tornare. Per questo siamo qui”. Ha concluso così Moni Ovadia la giornata di riflessioni, memorie, testimonianze organizzata dalla Regione Toscana al Mandela Forum di Firenze per il Giorno della memoria davanti ad una platea di quasi diecimila giovani arrivati da tutta la Toscana. Dal 2000, il 27 Gennaio – data di abbattimento dei cancelli di Auschwitz – è la giornata di commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo ed ogni anno la Regione organizza un evento per far diventare questo giorno un’esperienza concreta e vissuta per le migliaia di ragazzi che vi partecipano.

Dal palco posizionato al centro del Mandela Forum, Moni Ovadia accompagnato dal cantante Shel Shapiro ha condotto gli spettatori nella storia, ripercorrendo i giorni dello stermino accompagnato dalla musica e dal video-racconto “Il dovere di ricordare. Riflessioni sulla Shoa” con Antonio Albanese, Luciana Litizzatto, Nicoletta Braschi, Jovanotti, Luciano Ligabue: il tutto proiettato su un suggestivo cubo di tela appeso sul palco che ha permesso ai ragazzi in qualunque posizione del Palasport si trovassero – un pò come nell’ultimo concerto degli U2 –  di apprezzare le interpretazioni degli attori, cantanti, musicisti.  

In un silenzio commovente, attraverso la parola degli interpreti prima e dei sopravvissuti poi, è stato ricostruito il clima sociale e politico che portò allo sterminio di sei milioni di ebrei, di omosessuali, di zingari e tanti oppositori.

In video è apparsa la lucida testimonianza del Premio Nobel per la letteratura 2002, l’ungherese Imre Kertész, deportato ad Auschwitz a 15 anni, unico sopravvissuto della sua famiglia e prima di lui quella dello scrittore triestino Boris Pahor, internato nei campi di Natzweiler-Struthof, Dachau e Bergen Belsen; a seguire le drammatiche storie di Pietro Terracina, deportato  anche lui ad Auschwitz e le sorelle Andra e Tatiana Bucci internate nel lager a 4 e 5 anni.

Ad aprire al giornata è stato il presidente della Regione, Claudio Martini che ha ricordato le parole scelte per l’edizione di quest’anno, “La banalità del male” – titolo del libro della filosofa tedesca, Hannah Arendt – ed ha ringraziato i ragazzi arrivati dalle scuole di tutta la regione con 150 pullman. Una giornata quella di oggi – ci tengono a sottolineare i presenti e per primo Moni Ovadia – fatta per essere non uno sterile rito celebrativo ma una testimonianza che viva nel presente: proprio perchè  il male sistematico può diventare banale e irriconoscibile, la memoria dello sterminio ebraico deve essere coltivata e diventare un vaccino; perché come ha detto Ugo Caffaz – dirigente della Regione Toscana, tra i presentatori dell’evento insieme allo storico, Giovanni Gozzini – il razzismo è un virus che muta continuamente e ad ognuno di noi è lasciato il compito di vigilare.

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Posted by on 27 Gennaio 2010. Filed under Cronaca,Video. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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