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Denuncia di una non vedente: “Lasciata a piedi da bus perchè non ho fatto cenno di fermarsi”

Firenze – (Articolo a cura di Domenico Coviello) – Marianna, 27 anni, fiorentina, è fisioterapista all’ospedale di San Miniato (Pi). Nata con una grave patologia agli occhi, non ha più la vista da 6 anni. Ma d’ora in poi, se non vuol perdere il treno delle 7.39 che ogni mattina la porta da Firenze Rifredi a San Miniato, cerchi di “vedere” il bus per la stazione che sopraggiunge alla fermata dove lei lo sta aspettando. E gli faccia cenno di fermarsi. Perché altrimenti l’autista tira dritto. Com’è accaduto lunedì 14 e martedì 15 febbraio.

Sembra uno scherzo ma è la realtà. Questo è infatti ciò che denuncia la 27enne: “Sono già due mattine che un autista della linea R mi lascia a piedi perché non alzo il braccio nel momento in cui lui passa davanti alla fermata. Io però sono non vedente, tant’è che vado in giro col cane guida. Ma questo autista ha messo addirittura in dubbio la mia condizione di disabile visiva”. Marianna attende la linea R gestita da Li-nea, alla fermata numero 6 di viale Morgagni. “Gli autisti hanno l’obbligo di fermarsi quando vedono che ad aspettare c’è un non vedente – dice -, ma chi era in servizio lunedì sulla linea R non lo ha fatto, come mi ha riferito una signora che aspettava il bus 14”. Rimasta a piedi, Marianna s’è precipitata alla stazione “andando a sbattere di qua e di là” anche per via della fretta.

Arrivata a Rifredi, ha capito che quello stesso bus che lei aveva atteso invano era fermo al capolinea. “Mi sono avvicinata all’autista, per capire se mi aveva notato alla fermata – riferisce la giovane -. Dopo aver ricevuto risposta affermativa, ho chiesto se conosceva il significato della croce rossa ben visibile sul cane guida”. E l’uomo? “Non solo non ne sapeva nulla. Ma ha ribadito che lui si ferma solo se chi è alla fermata alza la mano. E mi ha detto con durezza che mi lascerà sempre a piedi se continuerò a non far alcun cenno. Addirittura, ha messo in dubbio la mia disabilità visiva”, s’accalora Marianna, che ha subito chiamato il call-center Li-nea per denunciare l’accaduto.

Non sembra, però, che sia servito a molto. E martedì 15 febbraio il fattaccio s’è ripetuto. “Mi sento psicologicamente distrutta”, si sfoga la giovane. “Siamo esterrefatti perché si pensava che a Firenze comportamenti del genere non rientrassero nella cultura comune – è l’amara conclusione del presidente provinciale dell’Unione Ciechi, Antonio Quatraro -. Purtroppo, il nostro principale problema è quello di vivere in un mondo di ciechi”.

Dal canto suo Li-nea spa ha poi fatto sapere che sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, anche per intraprendere eventuali azioni disciplinari nei confronti dell’autista.

“A prescindere da ogni verifica interna – aggiungono dall’azienda – Li-nea spa porge le proprie più sentite scuse alla signora vittima del disservizio. Scuse che sono già stata fatte al presidente dell’Unione Italiana Ciechi e che verranno ripetute personalmente anche alla signora”.

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Posted by on 15 Febbraio 2011. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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