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Convegno a Firenze degli investigatori di Federpol

Nella società dei social e del web anche il ruolo e lavoro dell’investigatore privato è cambiato. Nuovi ambiti di investigazione – tutela marchi e brevetti, copyright e frodi assicurative –  ma anche nuove criticità come quelle su trattamento dei dati personali. 

Se n’è parlato nel convegno “La tutela dei dati personali nelle indagini aziendali, civili e penali “  che si è svolto stamani a Firenze presso l’Auditorium della Camera di Commercio di Firenze in Piazza Mentana organizzato da FEDERPOL la Federazione Italiana degli Istituti privati per le investigazioni 

Un giornata di studio e confronto con i maggiori esperti del settore che ha visto anche la presenza del Componente dell’Autorità del Garante per la protezione dei dati personali Dott. Guido Scorza. 

“Abbiamo parlato di dati personali – ha affermato il presidente nazionale di Federpol Luciano Tommaso Ponzi – abbiamo avuto un bellissimo intervento del dottor Guido Scorza componente dell’Autorità del Garante per la protezione dei dati personali che ha avuto delle grandi prerogative ha aperto dei ventagli di possibilità per noi investigatori privati per operare in determinati ambiti con più facilità sempre nel rispetto di un interesse superiore alla verità e giustizia”.

Per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, l’intervento del Alberto Paoletti delegato nazionale privacy e membro del Comitato legislativo Federpol ha sottolineato la criticità di alcune norme sul trattamento dei dati personali che limitano il lavoro degli investigatori privati.


“Vorrei doverosamente ricordare – ha detto Paoletti – che l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali è stata la prima in Europa a varare nell’ormai lontano 2008 grazie alla determinazione dell’allora segretario generale Giovanni Buttarelli, poi Garante Europeo scomparso purtroppo pochi anni fa a promuovere un codice deontologico privacy per avvocati ed investigatori privati, unico in Europa”.

Il mondo dell’investigazione – Il settore  impiega 20 mila persone e secondo i dati raccolti dall’osservatorio statistico di Federpol nel 2019 sono 1.898 titolari di licenza autorizzati per la direzione degli Istituti per le Investigazioni Private, per le informazioni e per la sicurezza. Anche questo settore ha risentito della pandemia. Sarebbero tra le 300 e le 400 licenze in meno in Italia dovute a vari fattori tra cui la mancanza di un ricambio generazionale.

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Posted by on 29 Ottobre 2021. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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