Archivi

Quale sarà il destino del “Palazzaccio” a Scandicci?

Firenze – Per chi abita a Scandicci quello che doveva diventare un centro del Ministero delle Finanze è noto con l’appellativo di “palazzaccio”.

La struttura non è mai stata completata: 28 mila metri quadri di cemento su tre piani abbandonata a se stessa. Da tempo si discute del suo destino e del suo eventuale recupero senza che sia arrivati, per il momento, ad una soluzione.

Francesca Lombardi ne ha ricostruito la storia con il consigliere comunale di Scandicci Giacomo Harald Giacintucci.

ObiettivoTre ospiterà con piacere la replica degli Enti interessati o di coloro che vorranno fornirci la loro opinione o nuovi fatti sulla vicenda.

“Chiunque viva a Scandicci o si trovi per qualche motivo a percorrere via del Parlamento Europeo recentemente asfaltata, non può fare a meno di notare in fondo alla strada un grande edificio verde e grigio malridotto che dà all’intera strada un aspetto inquietante. E’ il cosiddetto “Palazzaccio” che si è guadagnato questo appellativo per essere diventato ormai un relitto rispetto a ciò che era all’inizio degli anni Novanta. Nonostante le recenti lettere da parte del sindaco di Scandicci, Simone Gheri al governo Monti, aggiuntesi a quelle dei precedenti governi, non siamo ancora arrivati ad una soluzione definitiva in merito al Palazzaccio. Il fatiscente edificio resta a Scandicci completamente abbandonato e provato dal passare degli anni.

Ripercorriamo la sua storia attraverso le parole del consigliere comunale di Scandicci Giacomo Harald Giacintucci.

Come nasce il Palazzaccio e perché?

Nasce da un progetto originario degli anni ’80 anche se i lavori sono iniziati nel 1991 con l’intento di costruire, così come avveniva nelle altre regioni, un centro del Ministero delle Finanze, dedicato all’archivio dei dati dei vecchi mod.740 per tutte le regioni del centro Italia.

Cosa successe durante i lavori per la sua costruzione?

I lavori non sono mai terminati, furono bloccati nel 1994 per scelta dello stesso Ministero che aveva cambiato progetti e idee rispetto all’intento iniziale, dopo aver già speso oltre 120 miliardi delle vecchie lire per costruire un vero e proprio “monumento allo spreco”, un mostro di cemento di 29.000 mq, che non è mai servito a niente e che a tutt’oggi versa in pessime condizioni.

Dal 1991 ad oggi cosa è stato fatto e cosa ne sarà della sua sorte, lettere del Sindaco a parte?

In concreto non è stato fatto nulla se non un continuo rinnovarsi di avveniristiche ipotesi di recupero da parte dei vari governi nazionali che si sono succeduti sia di centro destra che di centro sinistra e continue e inutili richieste di soluzione da parte dell’amministrazione comunale. Ci fu anche un protocollo d’intesa nel 2003 firmato dal Ministero e dall’allora sindaco Doddoli, che prevedeva l’impegno da parte dell’Agenzia del demanio a presentare un progetto di recupero dell’edificio, di cui ad oggi non c’è traccia.

Inoltre, l’immobile da qualche anno è passato di proprietà alla Fintecna, società controllata dal Ministero delle Finanze, che gestisce il “patrimonio” immobiliare. Mentre da alcuni anni è attivo un servizio di sorveglianza h24, con tanto di guardiano munito di cane, per garantire l’impenetrabilità della struttura: naturalmente anche questo pagato dai contribuenti.

(Le foto sono di Gabriele Berti)

Ti piace questo sito? Vorresti contenuti personalizzati anche per il tuo?
Allora vai su cosa facciamo o contattaci su O3 Web Agency
Posted by on 3 Maggio 2012. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *