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Carceri: una ricerca sulla capacità lavorativa dei detenuti di Sollicciano a Firenze

Firenze – Detenuti con condanne relativamente brevi, uomini di età media intorno ai 39 anni, che hanno avuto esperienze lavorative, ma che da oltre due anni risultano disoccupati.

Questo l’identikit emerso dalla ricerca sulla “Capacità lavorativa dei detenuti di Sollicciano”, finanziata dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze.

L’indagine ha preso avvio a metà 2010 ed è stata ideata per progettare al meglio le future politiche carcerarie, per monitorare il livello di formazione, di studio e le capacità lavorative della popolazione detenuta nel carcere fiorentino di Sollicciano: dal titolo di studio alle esperienze lavorative già avute, dagli stage compiuti fino alla qualifica professionale.

Il progetto coinvolge i detenuti con condanna definitiva del carcere di Sollicciano, in totale 500. Fino ad oggi sono state compiute 200 interviste, corrispondente al 40% del campione totale.

Vista la durata delle condanne prese in considerazione qualsiasi tipo di intervento, sia di tipo formativo che di reinserimento lavorativo vero e proprio, deve essere breve ed intensivo, altrimenti il rischio è quello di avviare percorsi che non arriveranno mai a conclusione.

Tra gli intervistati ci sono 135 uomini e 10 donne. Gli stranieri del campione sono 15.

Per quanto riguarda la formazione professionale, solo 45 su 145 dichiarano di aver assolto l’obbligo formativo, mentre quello scolastico è assolto da 127 su 145. I disoccupati sono 128, mentre 16 affermano di non aver mai svolto un’attività lavorativa regolare. In gran parte si tratta di disoccupati di lungo corso.

In 63 casi la disoccupazione dura da talmente tanto tempo che non è stato possibile sapere da quando esattamente è iniziata. Per 82 di loro, la durata media della disoccupazione è di 49 mesi. 16 intervistati dichiarano di essere riconosciuti come invalidi: 15 invalidi civili ed 1 invalido del lavoro.

Inoltre soltanto 20 su 145 sanno navigare su internet e poco più del 50% del campione dichiara di avere la patente: 75 detenuti su 145.

Oltre alla ricerca sono stati presentati anche i servizi dello “Sportello documenti e tutele” presente a Sollicciano, al Gozzini e al Centro Attavante di Firenze. Il servizio si incarica di verificare che i detenuti abbiano documenti in corso di validità, nonché di veicolare interventi assistenziali e previdenziali previsti dal vigente sistema di welfare, tra i quali gli assegni familiari, l’indennità di disoccupazione, la pensione d’invalidità o di anzianità.

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Posted by on 10 Febbraio 2011. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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