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Biomasse: in arrivo 13 nuovi impianti per teleriscaldamento in Toscana

Pistoia – Sono una trentina gli impianti a biomasse realizzati o in fase di realizzazione in Toscana: a questi se ne sommano altri 13 la cui graduatoria è stata pubblicata in questi giorni dalla Regione Toscana, per un finanziamento complessivo di 8 milioni di euro

Gli impianti a biomasse sfruttano il legname derivante dalle normali attività di conduzione del bosco e dagli scarti della lavorazione agricola, per produrre riscaldamento nelle abitazioni private o negli enti pubblici delle aree rurali. L’obiettivo è quello di produrre, in maniera ecologica e pulita, riscaldamento e acqua calda per le popolazioni locali a costi più bassi rispetto all’utilizzo del gasolio.

La Regione ha promosso negli ultimi anni un programma di investimenti per piccoli impianti: si va dai 100 kw del più piccolo ai 1500 del più grande. L’ultimo in ordine di tempo sarà inaugurato sabato 27 novembre, dall’assessore regionale all’agricoltura e foreste, Gianni Salvadori, nella frazione di Sammommè, nel comune di Pistoia.

Tempo fa la trasmissione Report aveva analizzato il funzionamento degli impianti a biomasse in Italia, mettendone in evidenza alcuni problemi, come il rischio di un sovraffollamento degli impianti, citando come caso proprio la Toscana, con la zona della Garfagnana.

Secondo Donatella Zanotti del Comitato ambiente e salute Bagni di Lucca, infatti in Garfagnano ci sarebbero già, o sono in fase di realizzazione, impianti a Villetta San Romano, Camporgiano, Minucciano, Luclgnano, Gallicano e Villa Basilica. Il rischio, secondo il Comitato, sarebbe la carenza di materia prima per tutte queste strutture.

“Le preoccupazioni del Comitato di Bagni di Lucca, raccolte dalla trasmissione Report, riguardavano in particolare l’impianto di Alce ad Aulla, una struttura privata che non ha ricevuto finanziamenti dalla Regione – ci spiega Giovanni Vignozzi, dirigente responsabile del settore legno della Regione Toscana – Quelli che finanziamo noi sono piccoli impianti, a filiera corta, che non producono energia bensì direttamente calore e acqua calda a costi più bassi per la popolazione e con un guadagno per l’ambiente”

I nuovi 13 progetti, annunciati dalla Regione, sorgeranno 4 in provincia di Pistoia, 3 in provincia di Arezzo, 2 in provincia di Lucca, 1 ciascuno nelle province di Siena, Prato, e Firenze. Complessivamente porteranno alla produzione di 7 mw termici, l’energia sarà a servizio di 9 utenze pubbliche e 365 abitazioni private.
 L’ultimo dei progetti, che verrà per il momento finanziato a metà per l’esaurimento dei fondi, spiegano da Palazzo Strozzi Sacrati, è quello del comune di Cavriglia, che riceverà 400 mila euro: questo progetto unisce al teleriscaldamento anche la funzione di condizionamento per l’estate.

Secondo Vignozzi il consenso da parte della popolazione per questo tipo di impianti è talmente alto che, tra i nuovi progetti finanziati, c’è già l’ampliamento di quello di Sammommè, richiesto dal Comune per consentire ad un maggior numero di cittadini di potersi allacciare.

Complessivamente, secondo la Regione Toscana, la realizzazione di tutti gli impianti permetterà di raggiungere circa 800 utenze private e 80 utenze pubbliche con una produzione di circa 18 mwt.

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Posted by on 26 Novembre 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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