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Aumentano gli immigrati alla guida delle imprese toscane

Firenze – Dalla mappatura delle imprese gestite da stranieri in Toscana realizzata dall’Università degli Studi di Firenze con la collaborazione, tra gli altri, della Confesercenti ed il sostegno della Regione emerge che le imprese in Toscana sono sempre più multietniche.

L’“Atlante dell’imprenditoria straniera in Toscana”: è questo il titolo della ricerca curata della professoressa Margherita Azzari, docente di studi storici e geografici all’ateneo fiorentino, che indaga il fenomeno non soltanto attraverso carte geografiche, ma anche con storie ed immagini.

Il volume è stato presentato a Firenze dall’assessore al welfare Salvatore Allocca, da Alessandro Martini, direttore della Caritas Firenze e da Izzedin Elzir, responsabile delle imprese straniere per la Confesercenti Firenze, oltre che imam di Firenze. 

Il numero delle imprese individuali è passato dalle circa 7.600 del ‘99 a oltre 32mila nel 2008, di cui 10mila solo a Firenze e 5mila a Prato.

L’altro elemento interessante, oltre a quello che certifica la crescita, rivela la profonda mutazione genetica, quanto all’origine del fenomeno. Mentre infatti nel ‘99 più di un terzo delle aziende ‘straniere’ era gestito da cittadini delle regioni del mondo avanzato, dieci anni più tardi il quadro è completamente mutato.

Nel ‘99 l’imprenditoria prevalente riguardava soprattutto il settore turistico (fattorie, agriturismi, agenzie immobiliari) o il terziario. Alla fine del 2008 il contributo dalle economie avanzate subisce un brusco rallentamento mentre cresce a dismisura quello dei cittadini provenienti dall’ex secondo e terzo mondo.

I Paesi con la crescita maggiore, 18 volte rispetto al 1999 e 11.306 aziende in totale, sono quelli europei ex socialisti, anzitutto albanesi e romeni, che superano quelli est-asiatici che comunque triplicano il loro contributo.

Quelli nordafricani, specie marocchini e tunisini, aumentano di 7 volte toccando quota 4.673 e superando di quasi mille unità le economie avanzate.

Di 7 volte crescono anche le imprese di altri paesi africani, soprattutto senegalesi, passando da 387 a 2.745.

In pratica quasi l’83% delle imprese hanno un titolare proveniente da queste aree geografiche. Al primo posto restano i cinesi, 7.029 imprese, seguono albanesi (5.114), romeni (4.259) e marocchini (3.489). Queste quattro nazionalità coprono il 73% del totale.

In relazione ai settori di attività, circa l’85% delle imprese opera nelle costruzioni, nel commercio e nella manifattura.

Infine la plurispecializzazione è una caratteristica soprattutto di pakistane, argentine, brasiliane, macedoni e egiziane.

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Posted by on 22 Novembre 2010. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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