Firenze – Vacanze brevi e economiche. Gli italiani controllano il portafoglio prima di scegliere dove trascorrere le ferie, e attuano la loro personale “spending review”.
Si riducono i tempi di permanenza; si scelgono mete vicino a casa e quando è possibile, si pernotta in campeggio o pensioni a due stelle.
Sono le vacanze degli italiani ai tempi della crisi. E i toscani seguono il trend.
Per Ferragosto le famiglie toscane, nonostante tutto, si ritaglieranno qualche momento di relax. Saranno però vacanze lampo. Confesercenti ha realizzato un’indagine sulle presenze turistiche e annunciando i dati emersi Massimo Vivoli, presidente regionale di Confesercenti dichiar che “tra il 9 e il 20 agosto si concentreranno le vacanze lampo”.
Secondo l’indagine di Confesercenti i turisti stranieri in Toscana, hanno superato gli italiani. In aumento in particolare i visitatori dei paesi Bric (Brasile, Cina, India, Russia) + 38%. Ma crescono anche se più limitatamente tedeschi, olandesi e i francesi.
Crollo invece dei turisti provenienti dai paesi più colpiti dalla crisi Spagna, Grecia e Portogallo.

Regge Firenze grazie al suo patrimonio artistico e storico e allo svolgimento di grandi eventi che hanno attirato il +2% di visitatori in questo mese.In calo, invece, i fiorentini che sono andati in vacanza – 8,1%. Flessione negli arrivi, a Siena- 5% e del 10% ad Arezzo e Pisa.
Il mare rimane la meta preferita delle famiglie. La montagna cresce e le presenze sono in aumento del 2%. Ma la vacanza si fa economica sempre di più coloro (+7%) che scelgono il campeggio o pensioni a due stelle, con una conseguente flessione delle strutture alberghiere a 3 e 4 stelle.
In Toscana il calo più forte delle presenze si registra nell’arcipelago complice l’aumento delle tariffe dei traghetti. All’Isola d’Elba raggiunge in molti casi il – 20%. Segno meno anche per la Versilia e più limitatamente anche tutta la costa tirrenica.
In montagna calano i turisti nel comprensorio dell’Amiata.
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Per adottare misure di risposta alla crisi bisogna perfezionare la propria capacità d’analisi dei fenomeni. Per esempio il gran caldo non è poi così invitante se devi stare sotto un ombrellone in quattordicesima fila e soggiornare in un hotel a due stelle senza aria condizionata; con temperature così alte e senza la possibilità di un alloggio e una spiaggia confortevoli, tante persone rimangono anzi a casa, dove magari hanno l’aria condizionata installata prima della crisi; molti mi hanno riferito questa scelta e restano in attesa di una stagione “normale”, che però sembra verificarsi sempre più di rado
Ciao paolo! Beh..se il problema è solo quello di dover stare in quattordicesima fila in spiaggia forse basterebbe cambiare luogo di destinazione
Battute a parte concordo con te che la questione “servizi offerti” sia uno dei problemi attuali che molti imputano alla crisi ma che spesso dipende anche da una certa scarsa capacità di gestione di un’attività. In un momento come quello che sta vivendo questo paese saper offrire un buon servizio può rappresentare una discriminante notevole che vede premiata la qualità.
Il problema principale però credo resti l’aumento generale dei costi ( che rende oiù difficile mantenere buoni servizi) e la riduzione del potere d’acquisto dei salari (di quelli che ce l’hanno il salario e non sono invece in cassa integrazione o disoccupati)…questo è quello che, personalmente, mi preoccupa di più.
Ciao Ylenia, è proprio per la riduzione del potere d’acquisto che i lavoratori devono accontentarsi di quegli alberghi senza aria condizionata e di quegli ombrelloni in 14^ fila, cioè delle destinazioni più economiche. E’ vero che c’è qualche spiaggia economica senza tutta quella calca, ma spesso è in località ancora più torride (ho avuto la sfortuna/imprudenza di sperimentarne una e da allora ho deciso di restare piuttosto nella mia torrida città) o con una ricettività molto modesta che si esaurisce subito (meno male, altrimenti anche quei bei posti sarebbero colmi di hotel a poche stelle e di ombrelloni in numerose file). Certo che chi il lavoro non ce l’ha questi problemi non se li pone, ma se anche noi che ce l’abbiamo già, o ancora, smettessimo di andare in albergo e ai bagni, ci sarebbe ancora più disoccupazione: il turismo diverso dalle seconde case sa essere una grande produttore di lavoro