Firenze - Forse come ha detto nei giorni scorsi il sindaco di Firenze, Matteo Renzi in seguito al deragliamento di un convoglio della tramvia nel corso di uno dei collaudi, una benedizione all’opera non farebbe male.
L’incidente, un errore umano, è solo l’ultima delle disavventure che sono capitate a quest’opera “infinita”; dalle difficoltà a reperire gli autisti, alla data di messa in esercizio non ancora certa, all’episodio citato del deragliamento. Guai di percorso che si sommano agli anni anni passati a discutere sulla sua utilità, ai ricorsi al Tar, alle questioni sui danni causati ad alcune abitazioni dai lavori; ai dubbi di molti che pensano che l’opera non sarà sufficiente a decongestionare il traffico.
Una cosa è certa dopo tanto parlare, i cittadini vorrebbero provare a salire su questi tram, almeno sul primo tratto, la linea 1, che congiungerà la stazione di Santa Maria Novella con Scandicci: un viaggio di sette chilomentri e 15 fermate.
La pensano così i fiorentini che abbiamo incontrato oggi nel centro della città: tra perplessità e problemi reali, gli intervistati hanno dichiarato tutti di volerci salire sulla tramvia, di essere tranquilli sulla sicurezza dei convogli e di voler inaugurare finalmente il primo viaggio dopo aver subìto per anni i disagi dei lavori.
Guarda le interviste:
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Concordo con i concittadini che ritengono che la tramvia non risolverai i problemi del traffico. L’opera presenta dei limiti sin dalla progettazione: fermate troppo distanti l’una dall’altra; rappresenta una barriera fisica che divide in due i quartieri attraversati. Era meglio fare la metropolitana.
LA CURIOSITA’ DI PROVARLA E’ TANTA COME PER TUTTE LE COSE NUOVE. RIMANGO CONVINTO COMUNQUE CHE L’ESPERIENZA TRANVIA FINISCA QUI.